La Gazzetta dello Soprt: Pato, Dinho e Leonardo Ok il Milan-Brasil a Siena

Il derby con l’Inter, fra una settimana, adesso fa un po’ meno paura. Dopo il terrificante precampionato, i primi segnali di inversione di tendenza nel Berlusconi, ecco la vittoria del Milan, quando conta. Leonardo parte nella sua carriera da allenatore con una vittoria in trasferta, con tre punti brasiliani. Doppietta di Pato, migliore in campo, un paio di palloni illuminanti di Ronaldinho (nella due azioni dei gol), ma anche la solidità di Thiago Silva dietro. Alla fine tutti soddisfatti in casa Milan, qualcuno un po’ arrabbiato fra i bianconeri. Soprattutto Vergassola, che se la prende per una giocata, qualche gesto di troppo e linguaccia di Pato, che perde tempo e invita ironicamente i senesi a andare a prendergli la palla. Al fischio finale è una mezza baraonda: insomma, il campionato è iniziato. Milan temporaneamente primo in classifica, ed è un bel partire: un gol per tempo per il brasiliano numero 7, l’erede designato di Kakà, non nel ruolo ma in quanto a talento. Pato si muove su tutto il fronte d’attacco, mette in crisi i difensori con il dribbling stretto ed è puntuale in zona gol. Nel primo tempo, al 29′, Ronaldinho lo serve sul filo del fuorigioco, e lui incrocia bene di destro. Nel secondo, al 3′, sempre Dinho trova un corridoio impossibile per Flamini, che gli serve un pallone da spingere in rete: ma era stato lui, dopo una sponda di Borriello, a innescare l’azione (in mezzo il gol di Ghezzal). Non solo Pato, però: Ronaldinho fronte alla porta con lo spazio di trovare i compagni dimostra di saper inventare. Sullo 0-0 aveva mandato in porta Jankulosvi e trovato un gol su punizione, annullato per fuorigioco di Pato. Nella ripresa rtrova una delle sue giocate, una rovesciata dopo gran stop. Gli altri segnali positivi arrivano dalla difesa centrale, dove Nesta sembra definitivamente ritrovato, mentre Thiago Silva è alla sua altezza e si dimostra ottimo acquisto (targato Leonardo sei mesi fa). Positivo anche Flamini, che spinge parecchio finché resta a sinistra, ed è mobile, in palla. Lotta anche Borriello (con Huntelaar squalificato e Inzaghi in panchina per tutti i 90′): non trova mai lo spazio per liberarsi al tiro, ma apre gli spazi agli altri. I dubbi restano sulla spinta degli esterni (meglio Jankulovski di Zambrotta), sulla forma di Gattuso, sulle uscite di Storari. Presto per dire se è stata imboccata la via giusta, ma Mourinho saprà dare un responso già sabato prossimo.Il Siena, infatti, non pare ancora sui livelli della scorsa stagione: Rossettini non è Zuniga e non solo a destra non sfonda mai, ma soffre molto l’avversario diretto. Il ruolo di rifinitore resta scoperto, Jarolim azzecca giusto il quarto d’ora finale del primo tempo, quando sul suo tiro la smanacciata timida di Storari consente a Ghezzal di fare 1-1. Fini ancora non pare inserito, e fa rimpiangere Galloppa, Ficagna fa il suo ma l’assenza di un leader come Portanova può farsi sentire. Giampaolo, che in estate si è lamentato della campagna acquisti, prova a cambiare moduli e mette comunque in campo una squadra compatta, a cui però paiono mancare guizzi e qualità. Il mercato non è chiuso, qualcosa servirà aggiungere per una salvezza tranquilla. (Valerio Clari)