La galoppata di Ricciardo, che vola verso la curva dei tifosi bianconeri inseguito dai suoi compagni, è l’immagine che riconcilia con l’indigesta domenica vissuta contro il Signa. Perché pochi attimi prima di quella corsa, Giovanni Ricciardo appostato nel posto giusto al momento giusto, scaglia l’ultimo tiro possibile di una partita infame, al di là del fango e del portiere, in fondo alla rete. Così il Siena azzanna il pareggio e rimette il numerino 0 nella colonna delle sconfitte, in barba a tutte le aggressive furbizie dei signesi. Se lo ricorderanno bene Ricciardo, quelli di Signa, visto che li ha castigati sia all’andata che al ritorno. A novembre, sotto un sole caldissimo, fece gol di testa. Domenica, immerso nel fango, ha saputo trovare il viottolo per risollevare lo spirito del popolo bianconero.
Con i suoi 37 anni, Ricciardo è probabilmente uomo importante di spogliatoio e quella corsa sfrenata dietro di lui di tutta la rosa, per festeggiare il suo gol, è un po’ la metafora della “garra” con cui il Siena ha affrontato l’incidente della stagione in Eccellenza. Il giocatore siciliano ha la faccia tipica degli eroi di cappa e spada. Cavalieri senza macchia e senza paura che infilzavano l’avversario con il sorriso sulle labbra. Come ha fatto Ricciardo con i signesi: la sua rasoiata diagonale in mischia consentirà, probabilmente, a lui e ai suoi compagni, di rimanere iscritti nell’album dei ricordi: vittoriosi e invincibili. Che è parecchio meglio di non perdere mai senza però vincere. Come toccò al Perugia di 45 anni fa: passato alla storia, certamente, ma arrivato secondo.
Risollevato dall’abisso del fango all’ultimo secondo, il Siena ha ora fortissime probabilità di mantenere l’invincibilità. Ma intanto, dopo il pareggio agguantato con tutta la determinazione possibile, si torna ora a immaginare il fatidico momento della matematica vittoria del campionato. Sarà già domenica ad Anghiari, che ha 30 punti in meno della truppa di Magrini? O dopo la lunga pausa pasquale, il 7 aprile, in casa con la Rufina, invischiata nei playout e distante 42 lunghezze dai bianconeri? La circostanza vale ormai, come burocratica certificazione di una stagione dominata.
La serie D è l’immediato futuro che ci aspetta. Ed è con sguardo curioso e anche un po’ dispiaciuto che, guardando ai vertici di quel campionato, si constata che il girone nostrano non è più comandato dalla Pianese, superata di un punto dal Follonica dopo aver fatto la lepre per l’intera stagione. Ma gli amiatini domenica hanno mostrato di essere ancora ben vivi, andando a pareggiare sul campo del Livorno, appostato ad appena due lunghezze dalla vetta. Poco sotto, c’è il Grosseto. Chi resterà in serie D fra queste quattro squadre sarà probabilmente tra gli avversari di maggiore spessore del prossimo Siena, inevitabilmente destinato a cercare di lasciare il segno anche nella prossima stagione.
Che nasce però ancora con la pesante ombra sull’utilizzo o meno del Franchi. Siamo andati a leggere la norma. La documentazione allegata alla domanda di iscrizione al campionato di serie D deve contenere la “dichiarazione di disponibilità del campo di gioco, secondo il modello predisposto dal Dipartimento medesimo, così come visualizzato on-line, rilasciata dall’Ente proprietario, secondo quanto previsto dall’art. 34 del Regolamento della L.N.D. per la disputa di tutte le gare del Campionato Nazionale di Serie D e di altre manifestazioni ufficiali; ovvero per le Società che hanno stipulato convenzione con gli Enti proprietari dell’impianto per la gestione dello stesso, allegare dichiarazione di disponibilità del campo di gioco sottoscritta dalla stessa, unitamente a copia della convenzione con scadenza non inferiore al 30 giugno 2025. All’uopo si ricorda che trova applicazione l’art. 19 delle NOIF: l’impianto di gioco dovrà presentare le caratteristiche previste dal Regolamento Impianti Sportivi del Dipartimento Interregionale, con particolare riferimento all’attestazione di agibilità rilasciata dalle Commissioni Comunali e/o Provinciali di Vigilanza. Si precisa che può essere concessa deroga alle Società per il tempo strettamente necessario all’ultimazione dei lavori, previa indicazione di unico campo alternativo provvisto di agibilità definitiva; in caso contrario dovrà essere chiaramente disposta, da parte dell’Ente proprietario, la concessione della struttura per la disputa di gare “a porte chiuse”. Nella dichiarazione di disponibilità deve essere indicato che la stessa non potrà essere revocata nel corso della stagione sportiva.”
Ci sarà tempo per approfondire. Ma i neretti non sono messi a caso e al di là della incredibile attesa dell’esito della decisione del Consiglio di Stato, sarà bene che si cominci a tenere ben presente questa norma. Dopo aver vinto partite come quella di domenica, immersi nel fango fino ai ginocchi, converrà – soprattutto in Comune – predisporsi per tempo a non affondare nella melma delle trappole normative. (Daniele Magrini)
Fonte: FOL
