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La forza della storia: E di Boccardi…di Daniele Magrini

Quella con il Signa sarà una bella partita, perché gli ospiti sono una squadra ben messa in campo e cattiva quanto basta. Ma è molto, molto difficile che sia quella della matematica promozione del Siena in serie D. Perché per le regole del campionato, che prevedono uno spareggio in caso di arrivo a pari punti di due squadre, bisogna tener conto non solo della eventuale sconfitta del Signa, ma anche della contemporanea non vittoria del Terranuova Traiana in casa con l’Asta Taverne. Evento questo che, vista la qualità della formazione di mister Becattini, appare piuttosto improbabile.

Ma che sia il 10 marzo, oppure il 17 marzo nella trasferta di Anghiari, o anche dopo la pausa, il 7 aprile brindando a vino Chianti con la Rufina, è certo che il Siena farà ben presto festa. D’altronde, la supremazia conclamata dei bianconeri la si è vista anche nella vittoria con la Colligiana. Primo tempo dominato, secondo tempo in controllo senza sbavature. Semmai, c’è da sottolineare la classe di Boccardi, attaccante che esprime una confidenza tecnica con il pallone che in Eccellenza non si rivedrà più.

Si prova quasi un senso di timore ogni volta che la punta bianconera tratta il pallone, perché gli arcigni difensori lo possono fermare solo con le cattive. E allora si spera che il dribbling o l’allungo vadano a buon fine anche e soprattutto per non far subire colpi troppo duri e pericolosi alle gambe della punta bianconera. Ma Boccardi è abile anche a sfuggire al trattamento delle difese. Come è successo domenica, prima per l’assist confezionato a Granado – finalmente ripagato del suo impegno dal gol – e poi per l’eccezionale pallone a ritroso dentro l’area avversaria che ha consentito a Lollo di segnare un rigore in movimento. Nel quadro tecnico dell’azione del raddoppio bianconero va messo anche il lancio dalle retrovie di Morosi che pesca Boccardi con eccezionale precisione.

C’è del bello, insomma, in ogni partita di questo Siena che personalmente mi ricorda l’entusiasmo e la brillantezza nel gioco, di un’altra grande Robur di qualche anno fa. Lasciamo stare la differenza di categoria tra C2 ed Eccellenza, ma ci sono molte similitudini fra questo Siena di mister Lamberto Magrini e quello del campionato 1989-90 di mister Attilio Perotti. Prima di tutto, l’esito del campionato, trionfale per entrambi. Poi la verticalità del gioco e la robustezza difensiva. E in più, quelle similitudini che non si spiegano, ma che nascono dentro lo spogliatoio e che si possono sintetizzare con una sola parola: voglia. Ecco, quello che percepisco nel ricordo di quel grandissimo Siena di 35 anni fa e nella sensazione di questo dei nostri giorni, è proprio la voglia dei calciatori di giocare, di interpretare il pallone con il piglio giusto della spensieratezza. Ricordate le sgroppate di Pepi, o le veroniche di Marino, i gol di Mucciarelli e De Falco? Certi gesti erano baciati da quella dote che pare accantonata nella serie A irretita dalle partenze da dietro e dalle corbellerie del Var: la capacità di divertirsi.

Ricordando quella straordinaria annata, va sottolineato che proprio nel mese di marzo, al Franchi, davanti ad un pubblico di 5.000 persone, il Siena passò una brutta domenica. Per “colpa” di Magrini. Nel senso che l’attuale allenatore bianconero (nella foto con la fascia di capitano n.d.r.) era allora uno dei punti di forza del Poggibonsi di mister Uliano Vettori. Una squadra che poteva contare su giocatori di assoluto valore come Signorini, Malusci, Del Prete, Fusci e, appunto, Lamberto Magrini che a centrocampo “sparecchiava” con vigore e acume tattico. Insomma, in quella sfida marzolina che riemerge dalla memoria, Malusci portò in vantaggio i giallorossi e ci volle una punizione di Mucciarelli nel secondo tempo per agguantare il pareggio. Alla fine, quel Siena del presidente Max Paganini e del Ds Nelso Ricci, vinse il campionato con cinque punti di vantaggio sul Pavia della bella presidentessa Giusy Achilli.

Che volete che sia una partita con il Signa, di fronte a questi ricordi? Solo a nominarle certe persone riscaldano l’anima e ti rincuorano anche della stagione in Eccellenza: l’indomita passione di Paganini, la competenza sagace di Nelso Ricci, la signorile furbizia di Vettori. Deve essere l’età che induce a volgere lo sguardo indietro. Che poi, ogni ricordo messo insieme e condiviso, fa parte della storia. E quella della Robur, ogni domenica, spinge i ragazzi di Magrini verso la vittoria. (Daniele Magrini)

Fonte: FOL – foto Archivio Nicola Natili