La favola di Pettinari: «Restare è un sogno»

 

 

A fine stage, infatti, Pettinari era da Claudio Ranieri, che pochi giorni prima lo aveva fatto saltare dalla sedia dicendo: «Behrami e Sculli non arrivano, ma resta con noi Pettinari» . Che a Siena, di sicuro per colpe non sue, nelle prime venti giornate non è andato mai neppure in panchina.

 

Stop di Conte «Qualcuno mi ha detto che forse mi voleva più il d. s. Perinetti che l’allenatore Conte, eppure all’inizio sembrava che fosse stato il tecnico a chiedermi. Purtroppo le cose non sono andate come speravo. Dopo un paio di mesi mi hanno chiesto di scendere in Primavera e mi sono sentito preso in giro: in un altro contesto ci sarei potuto andare, ma io ero andato lì per fare la prima squadra» . In un altro contesto, magari a Roma. O a Milano, sponda Inter, dove mercoledì ci sarà una semifinale di andata di Coppa Italia Primavera («lo stesso giorno del derby della prima squadra» , suggerisce sorridendo, con l’impudenza del predestinato sommata a quella dei suoi 19 anni). «Certo che ci andrei a Milano. anche se a oggi la risoluzione del prestito al Siena non è ancora stata ultimata. Sono tornato a Roma per stare con la prima squadra, allenarmi con loro, ma a dare anche una mano alla Primavera per qualche gara importante ci vado volentieri, così riprendo anche il ritmo partita. E il mese prossimo c’è il Viareggio, di cui ho ricordi splendidi» .

 

No al Lecce Di certo le frasi Ranieri lo hanno colpito. «È stato uno dei giorni più belli della mia vita: c’era la possibilità di andare al Lecce, ma restare qui era un sogno, c’era stato qualche segnale ma non osavo sperarci» . Un sogno ripreso ieri, dopo i tre giorni passati a Coverciano con l’under 20. «Uno stage piuttosto duro, ma lo sapevo già, c’ero già stato l’anno scorso: duro, ma i risultati si vedono. E poi Rocca è uno dei pochi che ti dice le cose davanti» .

 

"Lo vedrei benissimo. E’ stato il mio capitano ed è un mio amico. Lui è un predestinato, prima o poi allenerà la Juve e sarà l’uomo giusto. C’è andato molto vicino, vicinissimo. Però è stato talmente bravo che appena ha visto determinati giocatori come Diego ha detto "io con Diego non ci faccio nulla". Non lo vedeva neanche da seconda punta. Lui ha detto a chi in quel momento era alla Juve che prima si prende l’allenatore e poi si fanno le squadre, non il contrario. Ora ha fatto anche esperienza e prima o poi vincerà alla Juve: è un predestinato."

Fonte: Gazzetta dello Sport