La doppia faccia della Robur – di Giuseppe Ingrosso

Robert Stevenson probabilmente avrebbe arricciato il naso. "Mi stanno copiando l'idea" – avrebbe detto stizzito guardando le prime partite del Siena, che continua a cadere negli stessi errori, seguendo per filo e per segno la trama del capolavoro dello scrittore scozzese. Prima sbaglia, arranca, fatica, poi si rialza, si organizza e riparte. Il tutto seguendo un binomio continuo, una doppia personalità dove il passaggio da un'identità all'altra qualche volta è poco chiaro (con la Sampdoria), altre volte è ben definito (l'intervallo con Torino e Udinese). Dr Jekyll e Mr Hide, atto I: la prima parte del film bianconero potrebbe titolarsi in questo modo.

Col Torino il Siena è sceso in campo in versione Mr Hide. Timorosa, insicura, diffidente. Poi la metamorfosi nella ripresa. E infatti Cosmi rivelerà a fine gara -" Oggi abbiamo visto due versioni del Siena: una che non voglio mai vedere, tesa, troppo preoccupata di sbagliare, con un dispendio di energie esagerato, e una che nella ripresa si è tolta paure e problemi". Non che il secondo tempo sia stato un'opera d'arte, sia chiaro, però c'era l'alibi dell'esordio, le distrazioni di mercato e, se la dea bendata avesse soffiato un pò più in basso nella punizione di D'Agostino, la vittoria poteva anche arrivare.

A Genova stessi errori, stessa partenza. Siena visibilmente impaurito, trincerato dietro ad una sorta di 5-4-1 bunker destinato a non durare a lungo. Poi la risalita, culminata dal tap-in di Vergassola, dove si è rivisto, se pur per poco, un lume di Dr Jekyll: passaggi intelligenti e un' organizzazione di squadra finalmente ritrovata. Sembra fatta e invece no. Altra trasformazione, altro sbandamento. Si torna sotto, non si recupera più.

Con l'Udinese in crisi mistica la lezione sembra capita. C'è poi da festeggiare la vittoria olimpica del nostro Matteo Betti. Però Cosmi sbaglia formazione e il risultato si vede eccome. Rubin si perde la marcatura e questo Basta e avanza per andare in svantaggio. Il periodo di buio continua sull'asse sinistro e arriva lo 0-2 del sempreverde Di Natale.

Nel romanzo di Stevenson la metamorfosi avviene in seguito ad alcuni esperimenti magici. Ma al Franchi l'unico Mago è già uscito dopo mezz'ora di gioco. La trasformazione, allora, si realizza tramide un episodio fortuito. I ringraziamenti vanno a Lazzari, o forse De Marco, che abbocca al tuffo di Calaiò e regala la pozione della salvezza al Siena.

 "Ripartiamo dal secondo tempo"- consiglia Serse dopo il 90'. Non ci sono alternative. Però attenzione a questo fatto. Il passaggio da Henry Jekyll al suo alter ego, Edwuard Hide, all'inizio è volontario, poi col tempo è sempre più incontrollabile. Per questo Cosmi dovrà intervenire tempestivamente nella mentalità dei bianconeri. Un altro approccio svogliato, a S.Siro, contro l'unica big con la quale il Siena non ha mai vinto, potrebbe costar caro. Non chiediamo di battere l'Inter, che ha speso nove volte più di noi nel mercato estivo e schiera in Europa League un ragazzino, Livaja, pur di far riposare per domenica i vari Milito e Snejider. Chiediamo solamente un impegno costante, dall'inizio, sperando di vedere finalmente un filo logico, una sincronia collettiva. Per questo la trasferta milanese, impossibile sulla carta, potrebbe essere un buon laboratorio in vista della partita, molto delicata, col Bologna.

Oltretutto lo stesso Stevenson ci incoraggia. Poco prima di Dr jakill e Mr Hide scrisse un altro capolavoro, Treasure Island. Magari anche noi, in fondo al campionato, potremo trovare il nostro tesoro. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online