La calda giornata di ieri del calcioscommesse

La prima parte della seconda inchiesta sportiva sul calcioscommesse volge al termine con le audizioni piu’ attese.

LA PRESUNTA COMBINE – Oggi pomeriggio la Procura della Federcalcio ha puntato i riflettori sulla presunta combine di Lazio-Genoa, partita valida per la penultima giornata dello scorso campionato di serie A e terminata 4-2 per i biancocelesti. I collaboratori di Stefano Palazzi hanno ascoltato gli ex calciatori del club ligure Dario Dainelli e Omar Milanetto. L’interrogatorio di Dainelli, citato in un’informativa del Servizio centrale operativo della polizia criminale e ascoltato sui rapporti intrattenuti nella festa di addio al celibato celebrata il giorno seguente la partita con la Lazio, e’ durato due ore e un quarto. “È andata bene – ha spiegato l’avvocato De Luca all’uscita – Al mio assistito sono stati chiesti chiarimenti sui fatti gia’ riportati dalla stampa. Dainelli e’ totalmente estraneo al calcioscommesse: non mi risulta esser stato tirato in ballo direttamente, ha sostanzialmente ricostruito i fatti contestati”.

PARLA MILANETTO – L’interrogatorio di Milanetto, ora tesserato per il Padova, e’ durato invece due ore e mezzo. Il centrocampista era stato tirato in ballo dal pentito Carlo Gervasoni: “Ho appreso da Gegic – si legge nel verbale dell’interrogatorio dell’ex giocatore della Cremonese davanti ai magistrati di Cremona – che gli slavi si incontrarono con Zamperini, che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio.
Successivamente si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, il quale a sua volta interesso’ altri giocatori della sua squadra”. Alla fine dell’audizione, Milanetto non ha voluto rilasciare dichiarazioni: “Ha risposto a tutte le domande – ha spiegato l’avvocato Grassani – e’ stato un incontro approfondito di grande collaborazione, in un clima sereno. Credo che la procura federale sia soddisfatta come e’ soddisfatto Milanetto”.

BROCCHI E MAURI – Domani mattina gli investigatori della Procura federale raccoglieranno anche la versione dei giocatori della Lazio Stefano Mauri e Cristian Brocchi. Mentre l’ex centrocampista del Milan, stando alle carte dell’inchiesta avviata dalla Procura di Cremona, deve pero’ chiarire soltanto la presunta conoscenza con l’ex calciatore e indagato Alessandro Zamperini, Mauri e’ tirato direttamente in ballo da Gervasoni anche per la partita con il Lecce, ultima giornata dello scorso campionato di serie A: “Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero nuovamente in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita”.

IL PENTITO GERVASONI – Ma l’interrogatorio piu’ atteso – senza dimenticare quelli di Kewullay Conteh (tirato in ballo per alcune partite di Albinoleffe e Piacenza), Cristian Bertani e Rijat Shala (citati per la presunta combine di Chievo-Novara 3-0 della Coppa Italia 2010-11) e’ senz’altro quello del pentito Gervasoni. Il verbale del secondo interrogatorio dell’ex calciatore della Cremonese davanti ai magistrati di Cremona e’ stato desecrato oggi e subito sono emerse le prime indiscrezioni.

La gola profonda del calcioscommesse si chiama Carlo Gervasoni (in copertina con la maglia del Piacenza), difensore della Cremonese, accusato di aver avuto un buon ruolo nella combine di Atalanta-Piacenza insieme alla stella delle partite truccate, Cristiano Doni. Arrestato, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Perché parla.

NUOVE VERITA’ – Le sue deposizioni sono ritenute centrali dalle procure che indagano sopra il nuovo giro di calcioscommesse che, iniziando dalle partite della serie B, è arrivato a coinvolgere anche grossi club di Serie A che avrebbero concordato il risultato delle partite. Al centro, sempre la banda degli Zingari, il gruppo di scommettitori dell’est-Europa che grazie a ganci privilegiati con le squadre di Serie A potevano far arrivare i desiderata alle squadre. Su Lazio-Genoa erano arrivate delle notizie inquietanti già da ieri sera; oggi, su la Repubblica, la completezza delle rivelazioni di Gervasioni, la visita a Formello, i contatti con i giocatori.

«Cassano (ndr, portiere del Piacenza arrestato qualche mese fa) aveva verificato tramite Zamperini (ndr, ex calciatore gancio degli Zingari) che c’era effettivamente la possibilità che la Lazio comprasse la partita nei confronti del Genoa. So che Zamperini si è recato a Roma e che, insieme con Ilievski, sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti nella combine. So che gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l’over. In realtà ho appreso che durante questi contatti a Roma era emerso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso da quello sopra indicato, risultato che non sono in grado di precisare. Allora è accaduto che, dopo aver parlato Ilievski e Zamperini, con i propri referenti Mauri e Milanetto, erano giunti alla conclusione che l’accordo doveva limitarsi a un over nel primo tempo con libertà per le squadre di concludere liberamente il risultato finale».

Milanetto è stato sentito in procura, ma i contenuti del suo interrogatorio non sono stati diffusi.  Tutto ciò che si sa è che il colloquio è stato sereno e che la procura è soddisfatta di aver parlato con il giocatore.

SMOKING GUN – Il centrocampista della Lazio (Mauri appunto) nega tutto, ma Gervasoni avrebbe di che dimostrare il suo coinvolgimento.

Il racconto di Gervasoni è stato già riscontrato sulla base dei movimenti con i tabulati telefonici. Ma Mauri ha sempre negato tutto, sostenendo di non conoscere gli Zingari. «Ricordo però – mette a verbale Gervasoni – che Ilievski mi mostrò una foto sul cellulare che lo ritraeva abbracciato insieme a Mauri. Ricordo di aver appreso da Cassano che le scommesse dei giocatori della Lazio erano state effettuate presso un amico di Zamperini che aveva un’agenzia di scommesse a Roma».

Mauri sarà sentito oggi in procura proprio in seguito a queste rivelazioni. Anche Lecce-Lazio, pare, fu combinata da giocatori di entrambe le squadre.

La combine fu possibile per l’interessamento di Zamperini. Ilievski e Gecic sentirono Zamperini che disse che tutto era a posto perché la Lazio vincesse con un over con due gol di scarto. Zamperini si mise in contatto con Mauri, non so quale sia stato il contatto per arrivare ai giocatori del Lecce. Quello che posso dire è che tutte e due le squadre furono coinvolte. Gecic disse che aveva investito circa 400mila euro per pagare i giocatori di entrambe le squadre. Confermo i nomi che ho già indicato del Lecce, cioè i due portieri Rosati e Benassi. Ricordo che il primo fu espulso e subentrò il secondo (…) Gecic mi disse che erano coinvolti altri due o tre giocatori della Lazio e tre o quattro del Lecce ». Gecic era la fonte principale di Gervasoni. «Mi riferì che Lazio- Albinoleffe di Coppa Italia terminata 3-0 credo nel 25 novembre del 2010 era stata combinata dai giocatori dell’Albinoleffe con over e sconfitta e che Brescia- Lecce terminata 2-2 del 27 gennaio era una partita combinata con l’over».

LE SOCIETA’ – Come scrive Repubblica, iniziative potrebbero essere prese anche nei confronti dei club, in alcuni casi attori e complici delle combine, in altri casi a conoscenza delle scommesse ma inerti nel prendere provvedimenti, in altri casi troppo ciechi per vigilare.

Il Siena dovrebbe essere retrocesso per responsabilità diretta: «Gecic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakistan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna per vincere l’incontro Modena-Siena. (…)». Per l’Atalanta ci sarebbe invece l’omessa denuncia (penalizzazione): «Provarono a sistemare Atalanta- Albinoleffe. Ma Gegic mi disse che Doni gli aveva riferito che mai avrebbero combinato quella partita in quanto il presidente ci teneva molto che la partita venisse giocata in maniera regolare, trattandosi di un derby (…) Nel 2010 fu Paoloni invece a dirmi che l’Ascoli aveva preso soldi dal Lecce per giocare alla morte contro di noi». Nei guai anche il Piacenza: «Cassano mi disse che alcuni giocatori avevano chiesto al direttore sportivo De Falco l’approvazione in ordine alla decisione che avevano preso di pareggiare con l’Albinoleffe (…) Mentre ho appreso dai fratelli Cossato che Chievo-Udinese (0- 2, 15 maggio 2011) dello scorso anno è stata manipolata»

Fra le rivelazioni di Gervasoni spunta il nome di un arbitro, fratello di un calciatore: appena i croati vennero a sapere della possibilità di agganciare anche questo importante contatto, non si fecero scrupoli nel chiedere informazioni in più.

L’ARBITRO – E’ ancora Gervasoni a parlarne nelle audizioni in procura con Stefano Palazzi, il procuratore che guida la task-force.

Devo riferire di un episodio che si riferisce alla trasferta ad Ascoli: ricordo che, prima dell’incontro con Micolucci, ci siamo fermati a mangiare presso il ristorante a Porto San Giorgio di un mio ex compagno di squadra che si chiama Bagalini Stefano che e’ fratello di Bagalini Roberto che fa l’arbitro. Gegic, avendo appreso da me del Bagalini Roberto, mi chiese se non ci fosse l’occasione di prendere qualche iniziativa anche nei confronti di quest’ultimo anche per combinare il risultato. Io ne parlai al fratello durante la cena chiedendo se era possibile un incontro quella sera stessa, dopo l’incontro con Micolucci, tra Gegic e Bagalini Roberto. Quest’ultimo – continua Carlo Gervasoni – si trovava gia’ presso il ristorante e si era limitato a venirmi a salutare al tavolo. Peraltro io avevo con lui soltanto una conoscenza superficiale

L’arbitro parlò effettivamente con i “ganci” prima e con gli Zingari poi; davanti al compenso paventato, da 50mila euro in su, si dimostrò “possibilista” anche se perplesso (la richiesta era guidare una partita verso un over) e si riservò di prendere una decisione. “Credo”  aggiunge Gervasoni “ci sia stato un incontro ulteriore tra Gegic e Bagalini. La cosa non ha avuto alcun esito, ma non so se sia dipeso dal fatto che Bagalini non sia stato designato per alcuna partita dopo il 2 aprile 2011″. In tutto le rivelazioni di Gervasoni vanno a coinvolgere addirittura 42 partite nello spazio di più anni.

LA NOTA DI MEZZAROMA – “Sono esterrefatto da una tale notizia – ha spiegato in una nota Mezzaroma – e nego sdegnosamente qualsiasi tipo di coinvolgimento del club e mio personale. Di fronte a una falsita’ di tale portata, che coinvolge direttamente anche la mia persona, non posso esimermi dallo smentire nella maniera piu’ assoluta certe affermazioni”. Gervasoni ha poi fornito ulteriori dettagli sulla preunta combine della partita Lecce-Lazio, sostenendo come Gegic avrebbe investito 400 mila euro per manipolarne il risultato. Rivelazioni che oggi l’ex calciatore della Cremonese dovra’ chiarire davanti alla Procura federale. 

Fonte: Giornalettismo.it