La A rende: 929 milioni il ritorno per gli sponsor

Il calcio non conosce la crisi. Continua a vivere al di sopra dei suoi mezzi, questo sì. E in effetti debiti e perdite sono una costante. Ma il giro d'affari non si arresta. In tutte le top leghe europee, e pure in quella di Serie A. L'era del calendario spezzatino, poi, non ha fatto che moltiplicare la platea degli appassionati. Quelli virtuali, ché allo stadio si va sempre meno. Ecco perché gli sponsor non smettono di investire sul pallone che rotola. Tra ricavi individuali e proventi collettivi gestiti dalla Lega, le sponsorship assicurano ogni anno al massimo campionato un gettito di 380 milioni di euro. Sapete qual è il ritorno di tale investimento? Quasi il triplo, esattamente 929,5 milioni. Lo studio, relativo alla stagione 2010-11, è stato realizzato da Vidierre, leader nel monitoraggio dei media. Gli investitori si rivolgono a una società simile per capire se ne è valsa la pena oppure no mentre i club possono chiedere una certificazione di autenticità, utile se alla porta bussa il Fisco, attento a stanare le sponsorizzazioni fittizie. Il calcio, a guardare i numeri, è un settore che rende davvero bene. Specialmente da quando l'offerta televisiva, con l'avvento dei canali pay, è stata declinata a tutte le ore, 365 giorni all'anno. Più finestre si aprono, più audience si raccoglie, più visibilità c'è per i marchi che, tra le maglie di gioco delle squadre, la cartellonistica degli stadi e quant'altro, compaiono sugli schermi ed entrano dritti nei salotti dei tifosi in pantofola.
Come funziona Spiega Antonio Rota, amministratore delegato di Vidierre: «Gli strumenti per misurare e certificare il ritorno degli investimenti in sponsorizzazioni e quindi la reale efficacia economica di un'operazione esistono. Attraverso un'analisi capillare su tv, stampa e web, certifichiamo la reale visibilità media generata e attribuiamo il relativo valore economico sulla base dei prezzi dell'adv televisiva». Quei 929,5 milioni si riferiscono all'esposizione televisiva del campionato scorso. Il metodo? Sono state sommate tutte le apparizioni di marchio tra il primo agosto 2010 e il 31 luglio 2011 ottenute all'interno di dirette, repliche e highlights delle partite. In base alle dimensioni del brand, alla durata di permanenza in video e a una serie di altri parametri 48 in tutto, le apparizioni sono state valorizzate, come se quelle aziende sponsor — anziché comprarsi lo spazio sulla maglia della squadra X — avessero acquistato i relativi spot televisivi. È per questo che le emittenti di Sky — la tv che produce più ore di Serie A — generano il ritorno maggiore 492,6 milioni, il doppio di Mediaset Premium e il triplo della Rai. (Marco Iaria)
Fonte: La Gazzetta dello sport