L’uomo del campo

Sono sincero, lo ammetto, quando è arrivato a Siena non sapevo cosa aspettarmi. Se in B era uno dei migliori, in A aveva ancora tutto da dimostrar

L'ho visto per la prima volta a Roma, in un freddo mercoledì di dicembre con la nostra Robur impegnata in Coppa Italia che per poco non eliminò la Lazio che adesso è in finale. A fine partita dichiarò che c'era molto da lavorare, che la strada sarebbe stata in salita ma la volontà di provarci era tanta.

L'ho visto la settimana seguente per cercare di capire fuori dal campo che personaggio fosse e mi sono sentito rispondere che il calcio è per lui totalizzante e tutte le sue energie erano dedicate al campo e alla squadra.

L'ho visto dopo la sconfitta di Udine predicare che niente era ancora perso, che il campionato era lungo e la classifica non andava guardata, ma solo pensato gara dopo gara.

L'ho visto il 1 febbraio tirare un mezzo sospiro di sollievo per un mercato che si era concluso e che sebbene gli avesse rivoluzionato la rosa adesso aveva un gruppo definito, da plasmare e far crescere.

L'ho visto battere l'Inter e la Lazio e dire sempre che c'era da lavorare e ripartire, fino alla noia come un ritornello, che ci vuole organizzazione, spirito di sacrificio e applicazione.

L'ho visto prima idolatrato dai suoi ex tifosi e il giorno dopo beccato e offeso da uno stadio intero. E lui per tutta risposta ha portato via un punto e finito ad esultare sotto il settore ospite.

L'ho visto arrabbiarsi in panchina, chiedere di più ai suoi, ma senza mai andare oltre i limiti. 

E infine l'ho visto sabato, vedere il suo Siena giocare e andare sopra prima di rovinare tutto. Lui ha cambiato rischiato e al gol di Emeghara esultare in campo come fosse un giocatore.

Non so quante altre immagini mi regalerà questo finale di stagione, ma sono consapevole che se oggi siamo a parlare di salvezza e siamo pronti a lottare tanto merito è suo, di quel gran lavoratore che non buca lo schermo televisivo ma ha solo il campo come chiodo fisso. 

Non l'ho mai nominato, ma se lo merita e non poco. Vai mister, completa il tuo capolavoro. (Luca Casamonti)

Fonte: Fedelissimo Online

Ps un coro a fine gara per il mister, anche semplice e banale ci potrebbe anche stare…