L’OPINIONE di Orlando Pacchiani

Un disastro. Amplificato dall’incredibile mole di palle gol avute a disposizione, testimonianza che il Genoa (così come la Lazio otto giorni fa) era tutt’altro che insuperabile: un punto in due partite, non era impossibile farne quattro. Certo, basterebbe non iniziare sempre con un gol di svantaggio e basterebbe non fare errori in sequela in difesa. Ma non è solo un problema tecnico, che pure è palese: è anche questione di attenzione, di carattere, di applicazione alla partita, di fiducia. E, visto che ci siamo, di una disposizione tattica di partenza ancora una volta poco comprensibile e – con tutta evidenza – poco efficace.

Il compito di Marco Baroni è improbo, amplificato dall’inesperienza di chi si trova per la prima volta su una panchina di serie A e ogni settimana si gioca una fetta di salvezza. Ma ora è il momento almeno di provarci e di avere più coraggio, di tentare di dare un colpo secco per invertire la rotta e intervenire seriamente sulla fisionomia della squadra. Il primo e più evidente problema è che questa difesa è da brividi, per questo deve ricevere più protezione possibile. Il secondo è che Maccarone, trascinatore straordinario, ha bisogno almeno di provare a giocare un po’ meno da solo. E allora: 4-4-2. Non solo perché peggio di così non potrà comunque andare e quindi vale la pena provare una vera alternativa. Ma anche perché è il sistema più semplice, diretto, oserei dire scolastico, per una squadra in difficoltà.

Gli esterni scarseggiano, è vero, ma tra i pochi che ci sono e quelli che si possono adattare, si può almeno tentare di trovarne due anche a centrocampo. E davanti, sarà mai possibile provare a vedere Maccarone-Paolucci insieme per un po’ più di venti minuti? Perché questa storia di "Paolucci ancora non pronto" continua a non convincere. Al di là della rete di ieri, che comunque non è poco, vorremmo che nel caso fosse bocciato almeno dopo aver giocato seriamente in campionato. E non c’è tempo per le prove, per gli inserimenti graduali, è adesso il momento di buttarlo dentro: se va bene può essere una spinta per aprire qualche spiraglio di salvezza, se va male non cambierà niente rispetto a ora.

Se aveva un senso esonerare Giampaolo – e con 7 sconfitte in 10 gare ce l’aveva, perché un bilancio del genere non è interpretabile – allora è necessario dare un seguito logico cambiando davvero il volto della squadra. Proseguire con lievi variazioni e piccoli passi, quando servirebbe una rivoluzione, è inutile. E soprattutto conduce dritto alla serie B.

ps Piccolo manuale pratico della sudditanza psicologica, esulando ma nemmeno troppo dalle attuali disavventure della Robur. Per chi ha visto il posticipo ieri sera: indovinate cosa sarebbe successo (anzi, è successo) se, magari proprio in un Siena-Roma, al posto di Vieira ci fosse stato Ezio Brevi e al posto di Stankovic o Motta ci fosse stato Codrea?

(Orlando Pacchiani)

Fonte: Fedelissimo Online