L’OPINIONE di Orlando Pacchiani

Premessa: l’arbitraggio di Valeri è stato osceno, non solo negli episodi decisivi ma anche nella gestione della gara. Ed è evidente come il Siena sia stato più danneggiato del Napoli.
Detto questo – e non è poco, perché ha inciso pesantemente sull’andamento della gara – restano i problemi di una squadra che appare ancora un cantiere aperto. Non è un caso che a Napoli Giampaolo abbia cambiato modulo, certo per arginare la spinta sulle fasce della squadra di Donadoni ma anche per dare più protezione a una difesa che (già smantellata in estate e ora falcidiata dagli infortuni) continua a evidenziare limiti di personalità e sicurezza. Il punto di forza dello scorso campionato è diventato un problema, ma (esterno sinistro a parte, su cui si può discutere) alternative tecniche non esistono. Solo lavorando, cercando di cancellare gli errori, riacquistando per esempio la sicurezza che Curci aveva l’anno scorso e ora sembra aver in parte smarrito, è possibile tornare a riproporre le certezze del campionato passato, confidando nel rapido recupero di Ficagna e soprattutto Rossettini.
Ma non può bastare, chiaro. In attacco Maccarone continua a essere troppo isolato. Il 4-1-4-1 di Napoli, che in fase offensiva si trasformava in 4-3-3, è parso una buona soluzione per contenere gli avversari (Quagliarella e Lavezzi, grande coppia d’attacco, hanno fatto poco), non altrettanto per rilanciare il contropiede, salvo un paio di sprazzi nel primo tempo quando il Siena avrebbe dovuto fare più male a un avversario frastornato. Perché non provare allora, in partite da vincere come quella di domenica con il Livorno, a compiere il passo successivo, tornando al vecchio amore di Giampaolo, il 4-4-2? Via il centromediano davanti alla difesa, dentro un’altra punta a dare man forte a Maccarone. Magari quel Paolucci che, tra tutti gli esclusi fissi di Giampaolo, è il giocatore che più di ogni altro potrebbe cambiare il volto a questo Siena.
Capitolo società. Le voci su un cambio al vertice si infittiscono e se davvero questo è lo scenario che si prospetta, chi di dovere ha il compito di chiudere la pratica più in fretta possibile. L’incertezza attuale, che si traduce in un alternarsi di latitanza assoluta e attacchi a squadra e tecnico, è quanto di peggio possa verificarsi. (Orlando Pacchiani)

Fonte: Fedelissimo Online