L’opinione di Orlando Pacchiani

Mai vista, una tale sequela di errori difensivi determinanti. Una roba da non credere, e non solo in serie A. Solo per prendere le ultime tre partite, ci corrono quattro punti di differenza: la vittoria col Cagliari e due pareggi con Roma e Sampdoria, tutti risultati abbordabilissimi sul piano del gioco e – di più – che sarebbero stati meritati.
Anche se, con tutta evidenza, questi sono solo discorsi teorici che hanno pochissimo valore: nel calcio la capacità di non subire gol (e il Siena ne ha incassato almeno uno nelle ultime sedici partite) è elemento determinante, non accessorio. E allora è difficile arrovellarsi in analisi tecniche, quando al terzo minuto una difesa immobile ha già concesso due colpi di testa a botta sicura agli avversari, a un passo dalla porta. Il secondo dei quali andato a segno e capace di condizionare tutta una partita.
In una situazione normale, si potrebbe parlare di moduli e dell’impiego delle quattro punte nella ripresa, della posizione di Reginaldo e di Maccarone che non ha mai segnato a questi ritmi.
O anche delle occasioni fallite sotto porta, decisamente troppe. Vero, ma è altrettanto vero che il Siena ha il sest’ultimo attacco e che ha segnato, per esempio, una rete più del Chievo, che però è 16 punti avanti in classifica. Il dramma sono quelle 46 reti al passivo, esattamente due a partita. E se si parte 0-2 tutte le domeniche, poi è davvero difficile pensare di poter riuscire a ribaltare il risultato.

Fonte: Fedelissimo online