L’occasione persa per unire tifo e club con la fidelity card

Doveva essere «un meccanismo per facilitare i rapporti tra società e tifosi», questo continuano a ripetere della tessera del tifoso all’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale. Ma in realtà non è mai stato così. Tanto che le società di sono inventate di tutto, arrivando anche a fare «della falsa comunicazione». 

Away card All’Osservatorio le away card non hanno mai rappresentato un problema ma si dovevano riempire di contenuto. «Le società sportive – dicono al Viminale – hanno il diritto di sfruttare anche in chiave marketing le tessere, ma devono ricordare che hanno anche una “responsabilità sociale” e soprattutto devono finalmente chiarire il loro rapporto con gli ultrà». La Roma «ha pagato con multe pesanti la gestione di queste card e ora si trova anche a dover giocare con la curva chiusa la prima in casa (con rischi sull’ordine pubblico, ndr )». Il club giallorosso rischia addirittura la revoca delle away card. 

Biglietti nominali La vera svolta, comunque, non è stata la nascita della tessera del tifoso, ma l’introduzione del biglietto nominale. Da quel momento per accedere agli stadi è necessario essere «riconosciuti». E questo indubbiamente crea più problemi e allunga code ai botteghini. Ma cosa differenzia tessera del tifoso, away card, abbonamenti, biglietti nominali? Nulla. «Tutti devono essere compatibili con il sistema della tessera del tifoso», spiegano all’Osservatorio. Insomma non si tratta di chiamarle in modo diverso: la tessera del tifoso serve per accedere in trasferta al settore ospiti, l’abbonamento è di fatto una tessera del tifoso, la away card è una tessera ricaricabile, il biglietto singolo è sempre (anche gli omaggi) nominale. 

Fonte: La gazzetta dello Sport