L’ira, la rabbia, quindi il dolore. Andrea Sordi

Quel dolore sordo, continuo, che non ti da scampo come un mal di denti che ti rimbalza nel cervello per poi morderti lo stomaco.

Ho superato l’ira, che riesci a placare esplodendo in un pesante turpiloquio, sono passato attraverso la rabbia e l’inutile rancore, per arrivare a quel dolore che si sublima nella dolcezza del ricordo, nella speranza del futuro e nel pianto liberatorio.

Nei momenti precedenti alla fine massaggiavo con gli amici di sempre e, spes ultima dea, volevo credere che la buona volontà di alcuni uomini riuscisse a controvertire quella corsa verso l’abisso.

E poi la fine!

Sparata come una cannonata, è apparsa su SKY la notizia che non volevo leggere.

L’ho ripetuta al mio interlocutore che mi ha risposto con un laconico “Si”.

Abbiamo continuato a scambiarci messaggi, più per confortarci che per darci notizie: ormai sapevamo tutto!

Allora ho capito che avevo perso, per sempre, la compagna di una vita. Sono, forse è più corretto scrivere erano, sessanta anni tondi, tondi che seguivo il mio Siena, era il campionato 1954-55 quando cominciai ad andare alla partita, sentendomi un po’ più grande tra le persone grandi.

Avevo sei anni.  

Quella maglia con quei colori me la sono sempre sentita addosso come una seconda pelle pur non avendola mai indossata realmente. Quando il lavoro mi ha portato via da Siena era il televideo a darmi le notizie. Non sempre buone, ma in linea con l’essere una squadra così, così sempre in apnea finanziaria. Ciò non di meno avevo una speranza……..

Si realizzò un pomeriggio temporalesco di quattordici anni fa.

Poi dopo tre anni…… ciò che non avevo neanche avuto la sfrontatezza di sognare!

Ed ora: fluff è finito tutto!

Non so come e quando ci rialzeremo e quali saranno i nostri traguardi, ma una cosa la so. Ho il bisogno di ringraziare tutti quelli che hanno distrutto questa città, e meno male che tra “iscritti” e sodali erano quelli che garantivano una superiorità morale ed una “ben altra” capacità amministrativa.

Forse riusciremo a salvare il Palio, speriamo!

Nel frattempo abbiamo il pudore di togliere la famosa iscrizione su Porta Camollia e sostituiamola con un “maccheronico” (tanto in tempo di cialtroni….) “Saena Civitas Fallimenti”.

 

Andrea Sordi