L’intervista ad Anna Durio sul Fedelissimo di oggi

“Per aver combattuto contro le ingiustizie perpetrate ai danni della società e per aver portato in alto il nome della Robur”. Con queste motivazioni il Siena Club Fedelissimi ha consegnato venerdì sera il Premio Robur 2018 ad Anna Durio. “Mi ha emozionato e ne sarò sempre riconoscente – spiega a Il Fedelissimo la presidente bianconera – però vorrei condividere il premio con la famiglia e Davide Vaira. Io ho combattuto, ma lo hanno fatto anche loro”

Sa che l’unico presidente che ha ricevuto il Premio Robur, prima di lei, è stato Paolo De Luca?

Lui è salito in A, io neanche in B, anche se ci sono andata vicina. Non l’ho conosciuto, ma per quello che mi hanno raccontato so che era una bravissima persona e sono convinta che saremmo andati d’accordo.

De Luca riuscì a far breccia del cuore dei senesi, ci sta provando anche lei.

Il senese tende a essere un po’ chiuso e all’inizio, sinceramente, c’era un po’ di titubanza. Ma poi si sono accorti del fatto che sono una persona normale. Vado a fare la spesa, porto fuori il cane, parlo con la gente. Credo di aver dimostrato che la mia è pura passione e non c’è nessun interesse economico.

Il ricorso sulle decisioni di Siena-Pistoiese ha portato a una parziale riduzione di multa (5.000 euro) e inibizione (22 giorni).

Mi aspettavo qualcosa in più. La passione, il bene che vogliamo alla squadra e alla città, ci hanno fatto alzare i toni. Però non siamo delinquenti, non abbiamo messo le mani addosso a nessuno.

L’inibizione sua e di Federico, in senso pratico, cosa comporta?

Ho dovuto fare una procura, sta firmando qualcun altro al posto mio. La cosa positiva è che con la diminuzione dal 30 giungo all’8 giugno potrò muovermi più liberamente per quanto riguarda l’iscrizione al prossimo anno.

La vicenda ha irrigidito i rapporti con la Federazione?

Non lo so. So soltanto che in seguito non ho ricevuto nemmeno un messaggio da parte degli attuali dirigenti con cui abbiamo sempre avuto un bel rapporto, tra l’altro da loro a più riprese decantato. A Chiavari si è giocata una gara da altri palcoscenici e l’arbitro ha fatto un partitone, tenendo saldamente in mano la gara difficile e non cedendo ad alcune pressioni. L’Entella resta la squadra più attrezzata, probabilmente di tutta la categoria, con una società forte, ma noi abbiamo fatto la nostra gara giocandocela alla pari e il risultato finale è il più giusto.

A dicembre è stata archiviata la denuncia di Ponte, mentre a gennaio ha vinto la causa con Mele e non dovrà pagare le fatture di oltre 570.000 euro per i progetti di ristrutturazione dello stadio.

Ci sono ancora due questioni in sospeso. Quella riferita al diritto di prelazione dovrebbe chiudersi a breve, mentre l’impugnazione dei soci di minoranza (quando Anna Durio cedette lo 0,28% a 14 nuovi soci, ndr) è stata rimandata dal febbraio 2019 al febbraio 2021. Purtroppo la giustizia italiana ha tempi biblici. A cent’anni, forse, avrò finito le cause (ride, ndr).

Parliamo di progetti futuri.

Sono sempre i soliti: finire l’Acquacalda, far crescere il settore giovanile. Il progetto è partito bene e ha avuto una frenata dopo quello che è successo in estate ma non dispero e vado avanti. L’obiettivo primario è finire il campionato, molto dipenderà anche dalla categoria in cui saremo. Spero comunque di fare qualcosa in estate, in primis gli altri spogliatoi.

Calcio femminile?

Ci siamo affiliati al San Miniato, che ringrazio. Il merito dei risultati sportivi va soprattutto a loro. Per l’anno prossimo vediamo, mi piacerebbe avere una squadra femminile tutta nostra, una sorta di Robur Lady.

E poi c’è la Quarta Categoria.

Con loro mi diverto molto perché sono così, semplici, ingenui, genuini. Se riesco, finito il campionato, organizzo un incontro tra Bollicine e Virtus Bagnolo. Anzi, un triangolare coinvolgendo anche la Robur.

Dopo tre anni, rifarebbe la scelta di prendere il Siena?

Rifarei tutto. Magari col senno di poi avrei qualche accorgimento diverso. Ma nonostante le difficoltà, non ho mai pensato “chi me lo ha fatto fare”. Anche se a volte lo dico, non lo penso! Se mi prefiggo un obiettivo, lo devo raggiungere. Mi auguro di restare a Siena il più a lungo possibile. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo