L’intervento di Fabio Cannoni sulla partita con l’Arezzo

Prima di iniziare il consueto “Commento dalla tribuna“ permettetemi di ricordare un amico con il quale ho trascorso momenti sereni con piacevolissime conversazioni chiaramente inerenti il nostro comune amore per la Robur.
Mi riferisco, come certamente avrete capito, a Piero Ruffoli che incontravo agli allenamenti al Rastrello, ma soprattutto nei vari ritiri estivi, quelli più vicini come Santa Fiora o quelli più lontani come Dimaro o Val Ridanna.

Venendo a parlare della gara con l’Arezzo possiamo certamente dividere la partita in due momenti ben distinti. Un primo tempo… molto equilibrato con gli aretini sì intenti a difendere il pareggio, ma che non disdegnavano pericolose azioni offensive, come in occasione della respinta sulla linea di Celiento o della ribattuta di Montipò da distanza ravvicinata. Il Siena rispondeva per le rime con una facile occasione mancata da Bonazzoli e due errati controlli di Mastronunzio che potevano, se andati a buon fine, condurre a pericolose conclusioni verso la porta amaranto. Al termine della prima frazione di gioco, mentre l’arbitro si apprestava a fischiarne la fine, i bianconeri si portavano in vantaggio con Sacilotto facendo ben sperare in una seconda parte di gara più favorevole e facile da amministrare.
Nel secondo tempo tre fattori principali hanno determinato secondo me il diverso e inatteso andamento della partita: l’espulsione di Celiento, i cambi effettuati da Mister Atzori e il comportamento della squadra. Per il primo episodio, certamente importante, è da condannare l’ingenuità del giocatore che, già ammonito, andava a commettere fallo in una zona, metà campo avversaria, non decisiva per il prosieguo dell’ azione. Per il secondo direi che le sostituzioni di Mastronunzio e Burrai con Silvestri e Boron hanno suscitato non poche perplessità perché hanno privato la squadra di due elementi che in contropiede potevano creare problemi agli amaranto. La terza cosa che non mi è piaciuta è stato il comportamento troppo arrendevole della squadra che ha praticamente cessato di giocare dopo l’espulsione, lasciando campo libero all’avversario e non manifestando quel carattere e quella grinta messa in mostra a Pontedera dove l’inferiorità numerica era anche più netta. Con questo pareggio il Siena vanifica, per ora, l’inseguimento ad importanti posizioni di classifica e rimanda a domenica prossima a Teramo un importante segno di rivalsa.
Per quando riguarda il “Mi ricordo che“ riferito agli incontri in casa della squadra abruzzese, le uniche due partite alle quali ho assistito si riferiscono al campionato 1986/1987 e ad una di Coppa Italia nell’anno 2003/2004, il primo del Siena in serie A.
Nella prima fu Nuccio a realizzare l’unica rete senese che non servì a evitare la sconfitta ma a confermare la sterilità dell’attacco senese in una stagione terminata con una retrocessione. Come molti ricorderanno, in quella stagione l’attacco senese poteva contare solo sulle prodezze di Nuccio e sulle punizioni calciate da Pederzoli e, in tutta risposta, il contestatissimo presidente Paganini acquistò due giocatori come Joriatti e Facchini rivelatisi inutili a risolvere i problemi offensivi dei della Robur.
Nella gara di Coppa Italia, vinta dal Siena, ricordo di una negativa prestazione della meteora bianconera Arano, che concesse al suo diretto avversario, di cui non ricordo il nome ma solo il suo aspetto particolarmente esotico, tutto lo spazio disponibile nella sua zona di campo.
Alla prossima 
Fabio Cannoni

Fonte: www.robursiena.it