L’HANNO PRESA PROPRIO MALE!!!!!!!!!!

 

 

Senza nessuna attenuante

Premessa. Il Siena è una buona squadra e ha meritato largamente la vittoria, Giampaolo è un tecnico bravo a far giocare bene i suoi e forse ancora più bravo a far giocare male gli avversari (ed è un doppio complimento), segnare in trasferta al Franchi è difficile per tutti (fino ad ora c’è riuscito soltanto il Catania e su rigore), ma prestazioni scadenti come quella di ieri la Fiorentina non può permettersele, chiunque sia l’avversario. O meglio non può più permettersele.

Le erano consentite, umanamente consentite, fino al campionato scorso, quando era in una fase di crescita e veniva seguita con meritata comprensione anche nelle giornate negative, quelle giornate che potevano esserle concesse e perdonate. Era un’altra Fiorentina, una Fiorentina meno esposta, meno abbondante, meno ricca di uomini e di mezzi. Era una squadra che partiva comunque con l’appoggio e con l’attenuante.

Oggi no, oggi per la sorte che tocca alle grandi squadre (e la Fiorentina non lo è ancora) e per quella, del tutto simile, che tocca alle squadre su cui è stato investito moltissimo (e la Fiorentina è una di queste), le battute a vuoto sono accolte in un’altra e più irritata maniera, tanto è vero che — esasperando il concetto — si può dire che diventano quasi inammissibili. Alla prossima esibizione negativa di questo tipo — non alla prossima sconfitta, ma alla prossima delusione sul piano del gioco, dell’atteggiamento e dell’orgoglio — il «quasi» resisterà ancora?

Spendere più di cinquanta milioni non comporta automaticamente la vittoria, ma la società e l’ambiente si aspettano quanto meno prestazioni più intense, per dirla alla Sacchi. Invece, la Fiorentina ha giocato a Siena «come se non sentisse la partita», nonostante Prandelli avesse pubblicamente introdotto l’argomento vittoria, chiedendo in modo chiaro i tre punti. Quando una squadra si trova di fronte a un impegno nel quale si deve misurare la portata delle sue ambizioni è triste vederla deludere in questo modo, anche se c’è il turn-over, anche se le manca Gilardino, anche se davanti ha un buon avversario, anche se «pensa a mercoledì».  (Sandro Picchi – Corriere Fiorentino)

Fonte: Fedelissimi