L’ex Drascek e il pentito Carobbio: “Quella partita l’ho vista in tribuna”

E' a Salò, nel Bresciano, Davide Drascek l’ex giocatore del Novara tirato in ballo dal pentito Filippo Carobbio dello Spezia, uno degli arrestati nel blitz di dicembre, nell’ultimo scandalo del calcioscommesse. La sua nuova società, la Feralpi Salò, gli ha imposto il silenzio sulla vicenda. In questi giorni lui e i suoi nuovi compagni hanno altre gatte da pelare: sono ultimi in serie C1, a giugno rischiano la retrocessione.

«Sono tranquillo – assicura al telefono -,mi hanno detto di non dire niente e non voglio commentare notizie che ho letto anch’io per la prima volta sui giornali. Certo, queste voci danno fastidio, è brutto vedersi associati a fatti così gravi. Non so a cosa si riferiscano e a chi sia venuto in mente di fare il mio nome in questa indagine. L’unica cosa che so di quella partita (Novara-Siena 2-2 del primo maggio 2011, ndr) è che non ero manco in panchina. L’ho vista dalla tribuna del Piola ».

Drascek, che a Novara ha lasciato amici oltre a un buon ricordo, non è indagato. Il suo nome compare nelle carte della Procura della Repubblica di Cremona. A citarlo è Carobbio, considerato uomo chiave dell’inchiesta, che ai magistrati ha riferito di essere stato contattato dai cosiddetti «zingari» Gegic e Ilievski «i quali proponevano un risultato diverso dal pareggio o un pareggio con “over”. Io risposi che non ero interessato e che non avrei neanche giocato». «In effetti – prosegue Carobbio – ci furono dei contatti tra i giocatori in quanto il pareggio sarebbe stato un risultato proficuo per tutte e due le squadre. Infatti, ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara nella hall dell’albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare ». Circostanze tutte da verificare. Ma non è un segreto che Vitiello e Drascek si conoscano – hanno giocato insieme anni fa – e l’ex azzurro abbia salutato prima della partita il calciatore del Siena alla «Bussola» di Novara davanti a decine di persone, compresi altri giocatori. Drascek non commenta. Della doppia impresa con Tesser ha conservato solo le immagini migliori: «Era un gruppo straordinario. Tutti uniti, e questa unità ci dava consapevolezza di poter vincere con chiunque. Tutti abbiamo dato il  100 per 100 delle nostre possibilità. L’addio del mister? Mi ha sorpreso, e umanamente mi è dispiaciuto per lui. Ora spero che al Novara riesca un’altra impresa: restare in serie A. Se lo merita».
Fonte: La Stampa