l’Esempio. Andrea Sordi

Non sapevo di essere un esempio. Non mi è mai interessato, non ho mai voluto esserlo, ma visto che inavvertitamente lo sono diventato, allora mi piacerebbe mettere in fila i pensieri, affinché non ci siano errori, travisamenti ed incomprensioni nella loro interpretazione.

Partiamo allora dallo schema che do della Società Senese:

POLITICA – MPS/FONDAZIONE – SOCIETA’ CIVILE  (Università, Sanità, Byotec, Comune, Siena Calcio, Basket, Contrade, Cittadini ecc., ecc.).

La Politica o Casta, come la chiama qualcuno, ha fagocitato il MPS/Fondazione per controllare la Società Civile ed ottenerne il consenso e perpetuare il suo potere.

A questo proposito ho scritto tra le tante:

 

–      Il Malanno, invece, sta nelle difficoltà del Monte. Mali antichi, frutto di gestioni non sempre proprie ovvero oculate (e fermiamoci qui!), si stanno sommando alla crisi finanziaria in atto. L’Uscio Addosso, infine, è la caduta del Comune. L’ultimo alleato del Siena è stato sbriciolato da quella perversa abitudine di spartire il potere, forse è più corretto dire i portafogli, che è divenuta addirittura ossessiva da quando si è verificata la saldatura tra un solo verbo politico ed il potere economico.

–      L’oggi ci parla di difficoltà proprie della società, aggravate dall’impossibilità della Banca di offrire il solito e sicuro soccorso, anzi questa, ora, comincia a manifestare il desiderio di riavere indietro quella montagna di quattrini (debiti su debiti accumulati per il pressappochismo di più gestioni) prestata con fin troppa liberalità. Riesce difficile, infatti, pensare, specialmente da parte degli azionisti e dalla borsa, ma anche da persone di comune buonsenso,  atteggiamenti diversi quando, poi, deve mandare a casa circa cinquemila dipendenti, imporre una drastica cura dimagrante alla struttura commerciale e certificare un cammino lungo e difficile per tornare a vedere la luce.

–      L’Edilizia è in profonda crisi, il Settore del Credito non è da meno, il “Babbo” è a farsi fare un restiling da mani “straniere”, il Comune di Siena (al pari dell’Università e della Fondazione MPS) è sull’orlo del baratro: il Commissario di Governo è dietro l’angolo.

–      Certo l’età dell’oro è finita, certo il detto “… tanto paga Pantalone” troverà sempre meno attuazione, certo che il futuro sarà fatto da scelte giudiziose, da sostanziose “piallature” dei budget e da dirigenti che guarderanno sempre più al “cassetto” e sempre meno alla “platea”. Forse torneremo a quel rigore (…. spero anche morale!) che già conosciamo ed è proprio di chi è abituato a sudarsi i “quattrini”.

 

Il Monte non è ovviamente padrone del Siena, né direttamente, né indirettamente. Sarebbe ben curioso l’evento in cui il creditore ed il debitore fossero la stessa persona/ente. La legge italiana, in più, salvo che sia stata  introdotta di soppiatto in questi giorni, non prevede la possibilità che il creditore principale possa impossessarsi tacitamente del debitore! Se così fosse non ci sarebbero né crediti, né debiti. Ed invece ci sono!!!! E’ bene ricordare che non esiste, poi, un Signor MPS che decide, ma un C.d.A. che delibera e gli organi tecnici che attuano tali decisioni. Chi fino ad ora ha avuto la maggioranza nel C.d.A. del MPS? Quindi, come nel Gioco dell’Oca, si ritorna alla casella iniziale. Il Monte, in sintesi, come strumento e non come soggetto!

 

E veniamo al Siena Calcio, come si usa dire di questi tempi. Nel mercato d’estate quattro giocatori sono stati ceduti: uno non ha voluto rinnovare il contratto in scadenza, uno è andato a far parte del famoso pacchetto Sannino e due sono serviti per fare cassa. Il dramma è stata la scomparsa dell’intera difesa per le note vicende. La ricostruzione è stata complessa e difficile anche per i motivi sopra indicati (“Monte”). Quando siamo andati ai nastri di partenza, molti commentatori televisivi, pur prendendo atto della rifondazione, non hanno condannato sin da subito le scelte (“Positivi e lusinghieri i giudizi degli osservatori specializzati – addirittura “pazzesco”, in senso positivo, per Di Marzio -, solo la “rosea” lo boccia perché lo sbilancio tra incassi e spese è “troppo” positivo! Mah! Più difficile allora è comprendere la “promozione” del Milan a fronte di uguale giudizio” mi cito). Io, tapino, ho dato fiducia, ma:

 

 

·         Per fare (… e vincere!) una paliata “da dietro” bisogna essere organizzati. Sicuramente dovremo rimpinguare la squadra anche se, stando così le cose, con tutte queste voci di mercato, gente che arriva e gente che parte,  ho le idee un po’ confuse!

·         La partita di domenica ha scombussolato un po’ tutti: inutile negarlo. In molti hanno rivisto i fantasmi dell’ultimo Giampaolo, una squadra che giocherellava bene la palla ma che sembrava  non avere un’anima.

·         Noi avevamo il passo cadenzato degli Alpini  e non già quello “ardimentoso” dei Bersaglieri in più non eravamo attrezzati nel saltare l’uomo nei rari casi di uno contro uno. E’ ovvio che di palloni giocabili in attacco neanche a parlarne. Se poi Calaiò sta spalle alla porta, allora…..

·         Comunque se un senese dovesse venire allo stadio per scacciare, seppur per un po’,  la preoccupazione per l’allarmante situazione economica e sociale  (eufemismo per non dire allucinante!) della città, è bene dirgli che forse ha sbagliato indirizzo.

·         Il Siena è un cantiere aperto, bisogna avere pazienza, cosa che sul 2 – 0 dopo cinque minuti vacilla.

·         E’ probabile che le colpe non siano sempre e comunque di una sola componente, certo è che il gioco latita e, come ha detto giustamente la stessa emittente, anche quando si è vinto non si è avuto la sensazione di avere vinto!

·         E 10! Si, sono 10 le reti incassate da una Robur indolente (o ridicola, o stupida? Scegliete voi!) nelle ultime tre partite.

 

Concludo ricitandomi:  “Essere” del Siena, insomma, è roba per uomini duri!  

 

Andrea Sordi