L’editoriale di Nicola Natili

Il pareggio di Pisa – in verità molto stretto – ha confermato quanto di buono la Robur aveva messo in mostra contro la Lucchese.

La squadra allenata da Mignani, in queste due prime uscite, ha dimostrato di avere carattere, nerbo e di giocare al calcio. Quanto tempo era che non vedevamo una squadra disposta così bene in campo? Tanto, troppo tempo!

Il miglior complimento a Mignani, però, l’ha fatto Carmine Gautieri quando, in sede di presentazione del match al Romeo Anconetani, ha dichiarato che temeva la Robur perché “gioca al calcio”.

Nelle due ultime stagioni i commenti dei tecnici avversari erano di ben altro tenore, tutti omologati sul concetto che “la Robur ha nomi importanti che, alla fine, la porteranno in alto”.

Non è stato così per due stagioni ed è giusto e doveroso riconoscere i meriti di chi ha costruito la squadra e di chi la guida dalla panchina.

Mignani e tutto il suo staff, con Vergassola in testa, hanno saputo ben plasmare una squadra molto rinnovata ricorrendo alla loro esperienza e professionalità, riuscendo anche a tramettere a tutta la rosa quel quid in più – che poi sarebbe lo spirito Robur – che i due capitani conoscono bene per aver contribuito, sul campo, a farne un vanto e un’arma spesso vincente.

Siamo solo all’inizio ed è impossibile capire ciò che accadrà nel proseguimento del campionato, dove potrà arrivare questa squadra, ma mentre nello stesso momento delle due ultime stagioni eravamo già preda a dubbi e paure, oggi è la speranza che primeggia in ogni animo bianconero.

Sì c’è un’aria nuova….. o forse antica?

Fonte: FOL