L’EDITORIALE di Daniele Magrini

C’è profumo, intenso, di A, in questa splendida primavera bianconera. Mammia mia quante cose regala questa vittoria sul Vicenza, ben più netta del 2-0 finale! Dieci lunghezze di vantaggio sul Novara a sette giornate dalla fine; la quarta vittoria consecutiva; una serie positiva che dura da otto giornate con sei vittorie e due pareggi, con 11 gol fatti e uno solo subito. Ma il dono più prezioso che il Siena si fa è la riconquista della vetta, con due punti di vantaggio sull’Atalanta, attesa lunedì da una gara delicata a Modena.

Però questo sorpasso vale anche più di quanto rappresenti in modo oggettivo. Perchè induce ad un rapido flash back. Poco più di un anno fa, infatti, era il 3 aprile 2010, il Siena perdeva 2-0 a Bergamo contro l’Atalanta. Era la partita dell’ultima flebile speranza di rimanere in serie A. I gol di Valdes e Ferreira Pinto, inabissarono infatti i bianconeri al penultimo posto, a ben nove punti di distacco dal Bologna, quartultimo in classifica. Quella, al di là dell’agonia delle ultime giornate, fu la domenica dell’effettivo addio alla massima serie. E assume dunque un grande significato di riscatto e rinascita, dodici mesi dopo, scavalcare proprio l’Atalanta nella lanciatissima corsa a due verso la serie A.

Orgoglio Robur, dunque, più che legittimato, scandito da prestazioni sempre più autorevoli, ma serene nello stesso tempo. E’ come se i giocatori fossero finalmente davvero pienamente consapevoli della propria forza e contemporaneamente concentratissimi a non sottovalure l’avversario. Mix ideale per ogni impresa sportiva, che non può mai prescindere da umiltà e determinazione. Contro il Vicenza è stato così.

Partita chiusa in poco più di mezz’ora e mai un’occasione lasciata agli avversari, se non la palla sciattata da Abbruscato peraltro su una sorta di casuale carambola aerea. Anzi, nel secondo tempo, proprio la Robur avrebbe potuto trovare altri gol, in particolare in occasione della bellissima azione Vergassola-Sestu-Larrondo, al 49′, in cui l’argentino si è prima esibito in uno stop a seguire di petto, vera perla tecnica per gli amanti del pallone, per poi perdersi invece nell’appoggio in rete più facile, con il portiere ormai a terra. Ma l’errore non ha lasciato traccia sugli esiti della gara. Troppo più forte il Siena, invincibile quando gioca con questo atteggiamento guerriero.

Ogni pallone a centrocampo è stato braccato dai bianconeri, ogni chiusura difensiva è stata puntuale. Insomma, squadra concentratissima e tecnico determinante fin dagli spogliatoi. La scelta di schierare Sestu a sinistra, al posto dell’infortunato Reginaldo, ha rappresentato una sorta di scacco matto alla strategia dell’antipaticissimo Maran – ma che aveva da lamentarsi e spalancare le braccia a ogni fischio dell’arbitro!? – Infatti è stato proprio Sestu a scardinare la tattica biancorossa ed i suoi gol peraltro bellissimi, non sono affatto casuali. Il primo, su lancio di Vitiello, fa parte della collaudata modalità del cambio repentino del fronte di gioco che è tipica del gioco del Siena; il secondo rappresenta una variabile personalizzata alla grande da Sestu, di quella conversione in velocità dalla fascia al centro, cara a Reginaldo. Dunque Sestu gran protagonista di oggi, come Vergassola – grande anche oggi! – lo era stato a Frosinone e Calaiò contro il Sassuolo. Il Siena sembra diventata una sorta di orchestra accordatissima e compatta, che propone un primo violino ad ogni esibizione. E il risultato è una splendida armonia di vittoria, che rende questa primavera bellissima e frizzante.

La seconda sottolineatura da fare, rispetto a Conte, è che dopo aver vinto l’ennesima partita con il suo modulo tipo, per mantenerla ha scelto di variare nell’ultima mezz’ora, inserendo Marrone e proponendo un 4-3-3 che ha chiuso ogni spiraglio al Vicenza. Ma la realtà è che non è più tempo di disquisizioni sui moduli. Conte sta vincendo il campionato, perchè ha avuto risposte prima dagli uomini che dai calciatori. E questo è il suo più grande merito. (Daniele Magrini)

Fonte: Fedelissimo Online