L’Editoriale di Daniele Magrini

 

Con orgoglio e con onore. Il Siena lascia a testa alta la serie A, costringendo l’Inter a sudarselo fino in fondo lo scudetto. L’equilibrio della partita lo spezzano solo i due fuoriclasse, i due migliori della stagione dell’Inter, per costanza e continuità di rendimento: un affondo di Zanetti, l’assist a Milito e lo straordinario attaccante che riesce a battere Curci. Questa è l’azione che vale il tricolore. In più, nell’Inter, merita la citazione un Balotelli sempre incisivo fino a quando è rimasto in campo.

 

Ma, in ogni caso, contro una squadra che è una vera corazzata, il Siena non ha mai tremato, non ha mai perso la testa. Corroborata in questo atteggiamento, soprattutto dalle strepitose parate di un Curci semplicemente fantastico in tanti interventi: quando salva su Milito al 21’, quando tocca sulla traversa la straordinaria rovesciata di Balotelli. E ancora, al 53’, quando nega ancora a Milito la gioia della rete, come fa anche al 76’. Insomma, cinque o sei parate da fuoriclasse quelle di Curci. Se resterà sarà un super-lusso, se andrà via, tanto di cappello, perché indubbiamente la A la merita.

 

Bene anche Jaialo, con ottima personalità per tutta la gara e solo una macchia: l’errore al 43’ quando avrebbe potuto segnare, concludendo al meglio un’azione peraltro inventata da lui. Bene anche Rosi, che nel finale in due occasioni, sfiora il clamoroso pareggio. Perché il Siena le sue occasioni se l’è create: incredibile davvero quella sciupata al 5’ da Ekdal, che dopo una bella finta, si trova libero davanti a Julio Cesar e sbaglia. Bellissimo anche il tiro di Maccarone al 35’, che trova una splendida deviazione del portiere interista. Big Mac e Vergassola, anche lui su ottimi livelli, potrebbero essere le colonne della ricostruzione e anche con i nerazzurri hanno dimostrato il loro valore.

 

Insomma, è stata partita vera, merito anche della tattica adottata da Malesani. Partita bella da vedere, palpitante come doveva essere. In grado di zittire tutte le stupidaggini della vigilia e di svelenire l’atto finale di un campionato che pareva sull’orlo di una crisi di nervi. Il Siena ha dato il suo importante contributo di onestà sportiva al calcio nazionale: un segnale di pulizia morale, che fa bene a tutti.

Su come sia andato il resto della stagione, sulla retrocessione, sulle colpe, su quel che poteva essere e non è stato, non vale davvero spendere più parole. Ora le uniche cose che contano sono i fatti: la strategia societaria impostata da Mezzaroma ha un solo e irrinunciabile obiettivo: ritornare in serie A. Giorgio Perinetti è l’uomo giusto per tentare l’impresa. Saprà portare a Siena l’allenatore adeguato, comunque si chiami. E saprà mettere insieme una squadra capace di avere tecnica, ma soprattutto stimoli e determinazione, simili a quelli che il Siena è stato capace di mettere in campo contro l’Inter.

I tifosi bianconeri hanno capito. E hanno regalato bridivi di commozione vera. Lo splendido canto “Nella Piazza del Campo…” intonato a una decina di minuti dalla fine è stato il miglior modo di lasciare un’impronta in serie A. E’ stato come depositare sotto l’albero della speranza sportiva, un simbolo di coraggio e di passione. Da ritrovare, tra un anno, dove è stato lasciato. In serie A. (Daniele Magrini)

Fonte: Fedelissimo Online