L’editoriale di Antonio Gigli

Dopo la partenza sprint, la Robur sta picchiando in testa. Dopo la prima sconfitta in campionato, è arrivato il pareggio interno con il Poggibonsi e a corollario di questo “bel” periodo è giunta anche l’eliminazione in Coppa Italia ad opera di un non irresistibile Matelica. Campanelli d’allarme? Forse, sicuramente segnali che il viaggio verso la vittoria finale non sarà una gita di piacere e che dobbiamo cambiare qualcosa. L’unica certezza è il gioco espresso. Finora, sconfitte e pareggi compresi, la Robur di Morgia ha giocato bene, si è imposta sull’avversaria senza, però, concludere a rete come dovuto. Tanta carne al fuoco, insomma, che non si è trasformata in un piatto gustoso a causa dei troppi errori sottoporta.

Serve una punta, stanno pensando in molti, e forse è vero, ma quello che a parere nostro non esiste nel Siena attuale è un regista d’attacco. Manca un uomo che detta i tempi giusti, che sa indirizzare il pallone dove si deve, che favorisca il gioco delle punte, tutte di ottimo livello, come il curriculum dimostra. Gli infortuni contemporanei di uomini importanti come Vergassola e Redi hanno fatto si che questa lacuna si evidenziasse ancor di più. Seppure la situazione non sia ancora grave, visto che anche gli avversari stanno frenando, vedi il favorito Foligno fermato domenica scorsa all’ultimo minuto, qualcuno invoca il ritorno sul mercato da parte del presidente Ponte. È ovvio che un intervento in più non sarebbe male, così come è altrettanto vero che noi tifosi del Siena ne abbiamo viste troppe e di tutti i colori in questi mesi che il pessimismo ha raggiunto livelli di guardia, tanto da farci trasalire ad i primi campanelli d’allarme. I tifosi vorrebbero prevenire i mali prima di arrivare a vedere il malato incurabile. Forse siamo esagerati, la situazione non è drammatica, ma ci piacerebbe dormire un po’ più tranquilli e quindi ci aspettiamo quel qualcosa in più per poterlo fare. Allo stresso tempo ci auguriamo che l’idea lanciata dal presidente Ponte ottenga quel successo ch emerita. Avere sulla maglia il nome di Siena dovrebbe essere sfruttata dai nostri imprenditori per promuovere la propria attività senza sborsare cifre eccessive. Accadrà? Noi ce lo auguriamo di cuore.

  Antonio Gigli

 Fonte: Fedelissimo Online