L’editoriale di Antonio Gigli

Serie A o B, C o D quando guardi tutti dall’alto provi sempre una sensazione speciale. Dopo appena quattro giornate la Robur è già in testa e intende rimanerci fino alla fine. Non sarà una passeggiata, però, e la gara di domenica scorsa lo ha fatto capire bene. Avevamo davanti una squadra coraggiosa ma tecnicamente inferiore alla nostra. Siamo partiti a spron battuto, segnando ma anche sbagliando molto. Non abbiamo chiuso la partita insomma, e poteva bastare un contropiede per vedere in rete i nostri avversari. La nota positiva è sicuramente data dal fatto che oltre ad una squadra capace di imporre il suo gioco agli avversari, abbiamo conosciuto un aspetto nuovo e cioè la capacità di saper lottare con umiltà e coraggio.

La Colligiana ha dato dimostrazione di quanto non sarà facile imporsi sempre o comunque. Il Siena appare come la squadra da battere, la nobile decaduta ed è quindi logico che egli avversari che troveremo di domenica in domenica, getteranno il cuore oltre l’ostacolo pur di mettersi in mostra. Tutte cose ovvie e scontate che mister Morgia conosce benissimo e lo ha dimostrato anche domenica scorsa quando, vista la squadra un po’ stanca quando c’era da attaccare, ha tolto il funambolico Titone per aver maggior copertura, a sacrifico della fantasia. Saper leggere le partite in corso d’opera è una qualità non scontata tra gli allenatori e per Morgia rappresenta, quindi, un’ulteriore dimostrazione di bravura.

Il commento sull’ultima partita non che chiudersi con l’ennesimo elogio verso la curva bianconera. Novanta minuti di tifo incessante, novanta minuti di passione che hanno coinvolto tutto lo stadio oltre che ispirato gli uomini in campo. Il tifo senese non è di certo retrocesso, ha saputo rialzare subito la testa per dimostrare che Siena merita categorie migliori di questa. Ci hanno tolto molto, ma di scuro non sono riusciti a intaccare il nostro amore verso i colori bianconeri. E non era così tutto scontato…

 Antonio Gigli 

Fonte: Fedelissimo Online