L’editoriale di Antonio Gigli

Tanto tuonò che piovve. Dopo la scossa positiva, tanto auspicata, con due vittorie ed un pareggio esterno, è arrivata l’inaspettata, cocente e meritata sconfitta casalinga con il Pescara, trasformatosi per un giorno nel Real Madrid. Il campionato del Siena tra risultati così così e deferimenti, prosegue e già domani si presenta una possibilità di pronto riscatto. La trasferta a Reggio Calabria, infatti, non è delle più proibitive. La Robur è superiore tecnicamente alla Reggina (seconda peggior difesa e secondo peggior attacco), ma le molte assenze e la voglia di riscatto dei calabresi, sono fattori di cui tenere conto.
In settimana si è discusso molto dei motivi della debacle con gli abruzzesi allenati da Marino. Il modulo che nelle ultime partite aveva fatto trovare, almeno pareva, la quadratura del cerchio, con una copertura difensiva maggiore, è sembrato svantaggiare oltremodo le giocate offensive. Beretta dovrà cercare i rimedi affinchè partite come quella di sabato scorso non si ripetano. Non è tanto il risultato a pensare, ma l’abulicità dei nostri ragazzi, capaci solo di una timida reazione dopo il secondo gol per poi naufragare dopo la terza marcatura del Pescara.
Purtroppo il cammino del Siena concede poco spazio ai passi falsi, la rincorsa verso l’alto non può fermarsi, perché la nostra rosa, seppur forse troppo esaltata in alcuni momenti, ha capacità tecniche notevoli. Il carico di responsabilità per i ragazzi in bianconero è forte e forte deve essere anche al capacità di estraniarsi dai problemi che ancora persistono fuori dal campo. Al tempo stesso, però il torneo di B è lungo ed imprevedibile, dove nulla è scontato. L’incertezza regna sovrana e anche formazioni che dovevano ammazzare il campionato, come il Palermo, trovano molte difficoltà. Tra il Cesena (25 punti), ultimo posto per i play off,  e il Cittadella (17 p.) primo posto per i play out, corrono solo 8 punti, a conferma dell’estremo livellamento dei valori in campo.
I pronostici, quindi, sono sempre più difficili, resta solo la speranza. Dobbiamo accontentarci.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo Online