E finita, ora è davvero finita. La quarta sconfitta di fila, senza aver segnato nemmeno una rete, ci ha condannato ormai definitivamente alla serie cadetta. Manca la matematica, ma quello è un dettaglio che domenica prossima troverà conferma. Solamente un mese fa eravamo davanti alle altre concorrenti e la speranza pareva davvero diventare realtà. Poi il giocattolo si è rotto, la squadra è scoppiata in mano a mister Iachini, bravo a febbraio a rimotivare e far ripartire la squadra, quanto mediocre nel non capire il calo fisico e mentale della squadra che necessitava un occhio di riguardo, un cambiamento, qualche correttivo che invece non c’è stato. Non avevamo una rosa molto competitiva e lo sapevamo, ma ce l’avevamo quasi fatta, e invece non siamo riusciti nemmeno a sfruttare il calendario favorevole degli ultimi due mesi.
Ora partiranno i doverosi processi, con la ricerca dei responsabili, dei colpevoli. Prima di tutto c’è la società, soffocata dai debiti e per questo costretta a scelte quasi obbligate ma che potevano sicuramente essere gestite meglio. Su tutto mettiamo gli errori di aver lasciato andare troppo presto gente come Calaiò, Neto e Del Grosso senza pensare subito ai rinforzi. Il perché di aver ingaggiato un giocatore forte, di categoria, come Pozzi, ma assolutamente insufficiente sotto il profilo fisico, richiederebbe una spiegazione che sicuramente non avremo mai. Nel mezzo a tutto questo dobbiamo ringraziare l’arrivo del folletto Emeghara, un talento che consentirà, molto probabilmente, la costruzione della squadra del prossimo anno, iscrizione compresa.
Il presidente ha già fatto capire cosa succederà. Non ha molta voglia di proseguire l’avventura senese, visti anche i cambiamenti avvenuti nella banca ed in città, ma lo dovrà fare solo perché non c’è in vista nessun acquirente del pacchetto azionario. In questa situazione è difficile ipotizzare a lunga o media scadenza cosa si prospetterà per la nostra Robur.
Una cosa,però, ci teniamo, noi tifosi, a ribadirla: Siena può reggere la serie A, lo ha fatto per dieci anni e anche se non è stata costruita una società solida e i debiti ci hanno sovrastato, una lunga permanenza così nella massima serie non è un caso.
Tornando al campionato, mercoledì abbiamo perso contro la Fiorentina, ma non siamo stati umiliati. Così dovrà essere nelle ultime due partite per far capire a tutti, per prima cosa alla città, che Siena merita tutto quel che ha avuto e che, speriamo, riconquisterà. Di più non possiamo aspettarci, almeno per ora.
Antonio Gigli
Fonte: Fedelissimo online
