L’EDITORIALE di Antonio Gigli

La fiammella della speranza di salvezza del Siena pare proprio come uno di quei fiammiferi antivento, quelli che si accendono e non vogliono spegnersi mai. A Pescara ce la siamo vista brutta, grazie ad una prestazione double-face. Belli e concreti nel primo tempo, quanto brutti e impauriti nella ripresa. C’è voluto, manco a dirlo, ancora il jolly Emeghara, sempre più simbolo del Siena di Iachini.
Il Siena esce con il bottino pieno dall’Adriatico e stacca le concorrenti, entrambe apparse sulle gambe ed in affanno.  I due punti di vantaggio, però, non fanno dormire sonni tranquilli. Il calendario non è di certo dalla nostra parte, il tris finale Fiorentina-Napoli-Milan è da brividi, mentre quello del Genoa pare una discesa libera da ostacoli.
Mai dire mai, il calcio è lo sport più imprevedibile del mondo e la conferma viene proprio dai risultati fin qui acquisiti, dalla nostra Robur. Alzi la mano chi avrebbe pronosticato, ad agosto, che a questo punto del torneo  con sei punti in meno sul groppone e a sei giornate dal termine avremmo lasciato dietro le spalle tre squadre, che avremmo battuto due volte l’Inter, che il diesse Antonelli avrebbe scovato un certo Emeghara in grado di segnare sette reti in 11 partite. E’ ovvio, però, che il campionato non finisce oggi, ma il 19 maggio e allora a molti, pare un esercizio poco utile cullarsi sugli allori. Lo slogan del Siena, invece, è andare avanti alla giornata senza fare tabelle, ma prendendo quello che viene e cercando sempre di fare il massimo, quel massimo che dobbiamo tirare fuori già da domenica prossima, quando arriverà il Chievo, squadra virtualmente salva, ma in cerca dei punti per la matematica sopravvivenza. Dobbiamo per forza vincere? È una partita decisiva? Se non facciamo bottino pieno, addio sogni di gloria? Troppe volte abbiamo usato queste frasi, ora basta, aspettiamo solamente. All'85', sabato scorso, imprecavamo sull'occasioen persa, poi tutto il mondo è camabito in un minuto.
Abbiamo detto tanto e di più sul valore che avrebbe questa salvezza per i nostri colori, è inutile e banale  ripetersi. Il campionato si avvia verso un finale al cardiopalma e al di là di quello che potrà essere il risultato finale, stiamo avendo al consapevolezza che tutte le componenti della Robur remano dalla stessa parte. Quella corsa ebbra di gioia e godimento che abbiamo visto fare a tutta la panchina bianconera alla fine di Pescara-Siena, ci ha commosso e inorgoglito. Il nostro è un vero gruppo e,seppure con carenze tecniche o cali fisici, lotterà fino alla fine, di questo siamo certi.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo online