L’editoriale di Antonio Gigli

Così come una rondine non fa primavera, una sconfitta contro la Juventus non è un dramma.  È ovvio che la situazione di classifica del Siena non possa permettersi passi falsi, ma fare punti a Torino è davvero un’impresa, che il Siena non è riuscita a compiere così come tantissime altre squadre.  Il campionato della Robur dovrà riprendere, però, sin da domenica prossima quando al Franchi arriva un’Atalanta in crisi di gioco e risultati. Il Siena uscito dall’Olimpico torinese è apparso timoroso, ma comunque vivo, capace di impensierire una Juventus che tanto aveva puntato su questa partita e non poteva permettersi passi falsi.  Peccato per il primo tempo, giocato con eccessivo timore reverenziale, ma il risultato finale non rende certo giustizia agli uomini di Iachini.
I risultati dell’ultimo turno hanno fatto si che la i punti di distacco dalla zona salvezza siano saliti a cinque, una cifra non impossibile ma neppure molto facile da annullare. L’unica nota positiva, se così vogliamo vederla, è che squadre considerate salve come l’Atalanta, il Bologna o il Chievo, non paiono volare. La salvezza, insomma, è un affare ancora in discussione e l’importante è che il Siena ci sia. Le paure di un mese fa sono dissipate, il terrore di trascorrere i mesi che ci separano dal verdetto finale in una lenta Via Crucis, sono scomparsi.  I nuovi innesti, Terlizzi ed Emeghara su tutti, non stanno facendo rimpiangere gli addii, anzi hanno dato nuova linfa ad una squadra agonizzante nel gioco, nei risultati e soprattutto nel carattere.
Tanto è stato detto e scritto su questo campionato, l’ultimo dell’era Monte dei Paschi, e sulla società, ora è cosa buona e giusta incentrarsi solo ed esclusivamente sul campo perché mai come questa volta, la salvezza vale doppio. Il futuro del Siena potrebbe essere determinato dalla presenza in un campionato piuttosto che in un altro, pensano giustamente in molti, ed è quindi indispensabile puntare tutte le nostre forze sul raggiungimento di un traguardo che per molti aspetti risulterebbe miracoloso. I tifosi lo hanno capito, la squadra anche, e quindi il tempo delle parole e delle polemiche se non cancellato è rimandato o sospeso, scegliete voi. Adesso c’è da pensare a quanto accade sul campo, per il resto c’è tutto il tempo.

Antonio Gigli

Fonte:  Fedelissimo online