L’EDITORIALE di Antonio Gigli

Dopo l’ennesima (la sesta) sconfitta è difficile trovare le parole adatte per commentare la prestazione del Siena.  Se prendiamo la partita con Toro e la estrapoliamo dal resto, dobbiamo sicuramente annoverare qualche cosa positiva, come il ritrovamento dello scomparso Paolucci, il possesso palla e la costruzione di qualche occasione da rete in più delle altre volte, ma ancora siamo lontani da qualcosa di veramente buono. L’incredibile fragilità della difesa, un tempo reparto gioiello del Siena, è un dato di fatto con cui dobbiamo fare i conti. Eppure Iachini aveva schierato 5 difensori, rinunciando alla verve di Sestu, ma non c’è stato nulla da fare. L’inconsistenza del Torino dava adito a qualche sogno di gloria, ma i nostri non sono riusciti a pareggiare nemmeno su rigore all’ultimo minuto.

Tutto finito? Forse si, il pessimismo sta diventando realismo e anche il tifoso più propositivo si sta ricredendo. Il Siena sta deragliando verso la retrocessione e per di più senza che la società, al momento, ci metta mano per riparare quei danni fatti nell’estate, dettati dalle difficoltà economiche, che stanno venendo tristemente a  galla. Si può parlare di difficoltà economiche fin che si vuole, ma ci sono anche degli evidenti errori di valutazione da tenere presente. Le squadre si costruiscono con i soldi, ma anche con la bravura e la conoscenza, fattori questi che il Siena non ha avuto. I vari Campos Toro, Rodriguez, Ze Eduardo sono passati come meteore eppure qualcuno li aveva presi, li conosceva, doveva aver valutato la loro consistenza tecnica. Da tifosi intelligenti capiamo ed abbiamo sempre accettato le difficoltà con le quali la società bianconera si è dovuta muovere negli ultimi mesi, ma essendo (appunto) tifosi ci attendiamo quelle correzioni che costantemente, ad ogni intervista, ci vengono promesse . il tempo sta per scadere, non possiamo più aspettare. Se davvero qualcuno vuol salvare il Siena lo faccia subito, senza aspettare oltre. Non ci sono i mezzi, stiamo rischiando il fallimento per colpe altrui? Bene, ditecelo subito, ci metteremo l’animo in pace, tanto noi non siamo venuti con la piena e la Robur la seguiremo anche il Lega Pro.

Cari Mezzaroma e Antonelli, provateci. Dateci un segnale, noi vorremmo crederci ancora alla salvezza, ma così no, ci vogliono dati di fatto, prove concrete, che al momento, purtroppo, non vediamo. Insomma, se ci siete battete un colpo, meglio se due o tre.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo online