L’EDITORIALE di Antonio Gigli

Un punto guadagnato o due punti persi? Il quesito è nella testa dei tifosi dopo il pareggio di ieri pomeriggio e ognuno ha la sua risposta. Se vogliamo vederla nell’ottica generale del campionato, un punto in trasferta e pur sempre un punto guadagnato, fa classifica e fiducia nel futuro. Il Chievo visto ieri, però, è parsa ben poca cosa e la Robur poteva tranquillamente far suo l’intero bottino. Alla luce dei fatti Il Siena è parso controllare la gara a suo piacimento, senza mai subire gran che, ma è mancata, come spesso succede, sotto rete. La sicurezza dei bianconeri non si è concretizzata, nonostante una certa superiorità territoriale per quasi tutta la gara. Poco spettacolo,questo è vero, ma il Siena a Chievo ha lanciato dei segnali indubbiamente positivi. Ha dimostrato di essere “da corsa”, di non farsi mettere sotto da nessuno. La partita allucinante contro il Cagliari, punto più basso di questa prima parte di campionato, è ormai nel dimenticatoio, la strada giusta è stata ripresa.
È ovvio, però, che l’insufficienza sotto rete sia da segnalare.  Il solo Calaiò non può reggere l’urto contro le difese avversarie. I vari Valiani, Bolzoni, Vergassola, lo stesso Rosina, garantiscono un centrocampo tra i più solidi ed efficaci, ma si sente troppo l’assenza di un regista d’attacco o di una seconda punta. Il perdurare di questa situazione acuisce ancora di più gli errori sotto rete. Mancano all’appello giocatori come Ze Eduardo, D’Agostino, Rodriguez, ieri era assente anche Bogdani,  e questa è un’attenuante non da poco. Il rientro di Larrondo è vicino, Cosmi punta molto su di lui, e anche noi speriamo in bene, ma è bene ricordare che il giovane argentino ha al suo attivo poche presenze (e reti) in serie A per offrire una sicurezza assoluta. In attesa di quei rinforzi di gennaio, quanto mai obbligatori (non ci stancheremo mai di dirlo) per fare quel salto di qualità che è all’orizzonte, speriamo fiduciosi nell’acume tattico di un mister Cosmi, esperto di mille battaglie e situazioni difficili.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo online