L’EDITORIALE di Antonio Gigli

E’ un Siena più convinto nei propri mezzi quello uscito dal Tardini ieri pomeriggio. Il punto preso è frutto di una gara non esaltante dal punto di vista dello spettacolo, ma di una partita costruita a tavolino e convogliata secondo le volontà dei bianconeri. Annullate tutte le velleità offensive del Parma, il Siena ha controllato con sufficienza la gara, grazie ad una difesa accorta ed un centrocampo solido. Se c’è una nota negativa nella partita di ieri, risiede nella cronica sterilità offensiva e non stiamo parlando delle punte, ama anche di chi dovrebbe servirle. Per questo è impossibile non essere d’accordo con mister Cosmi quando si lamenta: “peccato solo per un pizzico di lucidità che ci è mancato in contropiede, siamo ripartiti benissimo quattro-cinque volte ma ci è mancato il guizzo finale”. Ecco, è proprio quel “guizzo finale” il vero problema del Siena. Mentre il reparto difensivo, corretti gli errori che ci avevano portato a subire innumerevoli reti su calci da fermo, si sta confermando uno dei migliori del campionato (attualmente la sesta assoluta), il reparto offensivo è alla ricerca della vera identità. Calaiò fa quel che può, cercando di capitalizzare quelle pochissime occasioni che gli capitano, ma se alle assenze di gente come D’Agostino e  Rosina, si unisce la scarsa forma e gli infortuni di Mannini e Ze Eduardo, le cose non si mettono bene. Anche ieri, come sottolineato da Cosmi, troppe volte potevamo ripartire e far male, ma siamo stati frenati da errori e ingenuità. Sta a Cosmi cercare al quadratura del cerchio, e lo deve fare cercando soluzioni applicabili al materiale umano a disposizione, con al speranze di veder arrivare al Franchi, a gennaio, quella punta tanto inseguita e sfuggita ad agosto. Intanto dovrà accontentarsi del rientro di Larrondo, ormai prossimo, e sperare che tornino che gli infortunati tornino a disposizione al cento per cento, per poter dimostrare le proprie buone qualità. Questo Siena non è la squadra perfetta, ma ampi margini di miglioramento. Una volta ottenuta quella giusta costanza di rendimento soprattutto agonistico, possiamo dar fastidio a molti, come abbiamo dimostrato di saper fare (se lo ricorda bene l’Inter…). Basta volerlo.

Antonio Gigli
 

Fonte: Fedelissimo online
Foto: Fabio Di Pietro