L’EDITORIALE di Antonio Gigli

L’uragano Sandy ha investito anche il Siena in quel di Cagliari. Pronti via e già sotto di 3 reti: non era proprio quello che ci aspettavamo. Dopo la scialba prova casalinga con il Palermo e le 3 sconfitte consecutive, in Sardegna i bianconeri erano attesi ad un pronto riscatto, come ci avevano fatto capire anche le dichiarazioni della settimana. Niente di tutto questo, a Cagliari il Siena non è nemmeno sceso in campo, lasciando il via libera ai rossoblu di emulare il Real Madrid o il Barcellona. Nessuna idea, nessun carattere, così si va poco lontano. Inutile tornare ad esaminare tutte le brutte cose viste ieri sera, ora dobbiamo e vogliamo pensare a domenica prossima. Il tempo degli alibi (vedi arbitri) e delle scuse è finito, ora dobbiamo ripartire subito, pena un campionato d’inferno, una lunga discesa nell’abisso, annunciata e sofferta.
Abbiamo i mezzi per farlo? Qualcuno dice di no, altri pensano di si, che la rosa del Siena sia da battaglia. Noi vogliamo provare a crederci ancora ma se i segnali positivi non verranno da subito, sarà difficile continuare a farlo. Cosmi deve trovare il bandolo della matassa, perché non vogliamo credere che il vero Siena, pur con tutte le carenze qualitative della rosa, sia quello visto a Cagliari. Tra la squadra che ci ha esaltato a Milano e quella disgraziata che ha giocato in Sardegna ci deve essere una via di mezzo.
La situazione è brutta, ma il tempo ci sarebbe ancora. I tifosi pur contestando e criticando gli ultimi risultati ed anche la campagna acquisti “risparmiosa”, devono comunque stringersi intorno alla squadra più che mai. Lasciando soli Cosmi e i giocatori il crac sarebbe ancora più evidente. Noi  tifosi per primi, dobbiamo sottolineare con forza gli errori fatti, ma non dobbiamo di certo lasciarci andare da adesso ad un tutti contro tutti che, sinceramente, serve a poco o nulla se non a soddisfare qualche sfogo liberatorio.
Alla società ed allo staff diciamo che la pazienza è finita, ora servono sterzate, servono decisioni. Le parole non bastano più. I rebus tattici e non devono trovare una soluzione.

Antonio Gigli
 

Fonte: Fedelissimo online