L’EDITORIALE di Antonio Gigli

E’ un brutto stop quello subito ieri. Portare a casa un risultato utile, soprattutto dopo la rete del figlio prodigo Reginaldo, pareva essere cosa fatta, ma vuoi le solite distrazione sui calci da fermo, vuoi l’arbitro (sig. Rizzoli, perché ha annullato la rete di Paci??? Abbiamo visto e rivisto le immagini, ma la spinta ci è davvero sfuggita…), siamo tornati da Bergamo a mani desolatamente vuote. La prima partita del ciclo di 7, 8 gare decisive, è andata male, possiamo rifarci già da sabato prossimo contro il derelitto Palermo, ma occasioni come quelle di Bergamo non possono essere sprecate. Nella seconda parte della partita di ieri, cioè dopo il pari atalantino, al Siena è mancato lo spirito battagliero, ci siamo quasi adagiati su un risultato che pareva più che giusto (il pareggio) senza pensare al tempo che mancava. Forse un pizzico di grinta in più, proprio in quei momenti della partita, sarebbe servito a migliorare le cose.

Della partita di Bergamo dobbiamo prendere le cose positive e tra queste ci sono sicuramente la conferma di un Angelo in gran forma e la ritrovata vena di un giocatore importante come Bolzoni. La sua prova è stata notevole, offrendo spessore e qualità al rimaneggiato centrocampo bianconero, tanto da far pensare che forse potrà essere lui il migliore “acquisto“ di quest’anno. Dopo tanta sfortuna, Bolzoni si merita davvero tutte le lodi. Altra nota senz’altro positiva, è la sempre maggiore intesa tra i tre pilastri della difesa Paci-Neto-Felipe e qui si vede davvero lo zampino del mister.

Le note stonate vengono, come spesso accade, dall’attacco. Ieri le attenuanti sono notevoli, viste le contemporanee assenze di gente come Rosina, Ze Eduardo e anche Bogdani. Il solo Calaiò lasciato lì da solo può far poco, nonostante il sempre costante impegno. Senza i sopracitati, poi, le occasioni latitano ancora di più. Cosmi deve fare di necessità virtù ed ecco, allora, gettare nella mischia, seppure per pochissimi minuti, anche l’incompreso Paolucci. L’ex giovane rivelazione, però, non fa molto per farsi apprezzare. In pochi minuti perde palla, commette fallo da ammonizione, non riesce a stoppare un pallone fantastico in area di rigore. Non abbiamo mai visto il vero Paolucci, ma siamo sicuri e fiduciosi che sia questo ed urge più che mai un recupero veloce. Un uomo come lui, nel suo ruolo, può far comodo, ma vogliamo vedere quella scossa vincente per poter apprezzare anche noi quel giovane bomber a Catania fece miracoli. Aspettiamo fiduciosi.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo online