L’EDITORIALE DI Antonio Gigli

“Stiamo con i piedi per terra; non abbiamo ancora fatto niente; non era la vera Inter; pensiamo a battere il Bologna”. Va bene, tutte queste solite frasi fatte si dovrebbero adattare al momento attuale dei tifosi della Robur, ma come si fa a non volare alto, a non sognare, per lo meno per qualche giorno, dopo l’impresa di ieri pomeriggio? Il Siena, la Robur, quei colori che per anni hanno combattuto nei campi minori di mezza Italia, hanno conquistato (finalmente!) San Siro, la Scala del calcio! Il calcio è fatto di tante cose, molte brutte, altre belle, quelle vissute ieri sono emozioni che ti fanno sussultare il cuore, soprattutto quando vediamo che ha firmare l’impresa è il giocatore più carismatico che ha vestito la maglia del Siena da quando siamo in serie A: Simone Vergassola.

La vittoria di Milano ci riempie, però, anche di rimpianti. Il fardello di sei punti in meno viene a pesare in quello che forse è il campionato più equilibrato (verso il basso, tecnicamente parlando) degli ultimi venti anni, un campionato dove tutto può succedere, dove esistono squadre dal passato glorioso, più o meno recente, oggi costrette dalla crisi a far di necessità virtù. I migliori giocatori, i cosiddetti “top player”, hanno lasciato l’Italia, cercando nuove casse da svuotare. Tutto questo vorrà dire meno tasso tecnico, ma sicuramente più equilibrio e più spazio per i nuovi talenti.

Tornando ai fatti di casa nostra, possiamo sicuramente dire che mister Cosmi, dopo qualche esitazione, ha trovato la quadratura del cerchio. Il modulo tattico che prevede una punta e due mezze punte vicinissime, pare quello che serve al Siena. Lo stanno a dimostrare gli ultimi due risultati. La rimonta con l’Udinese e la vittoria di ieri sono lì a dimostrando.

Oggi, però, non è il momento di eccessivi discorsi tattici o tecnici. Oggi dobbiamo e vogliamo goderci il momento, quello che speriamo non sia solo un attimo fuggente. La vittoria, anzi il trionfo, di San Siro deve servire a ridare grinta e fiducia a tutto l’ambiente, soprattutto quello dei tifosi. Gli spalti di San Siro, ad esempio, solitamente gremiti di centinaia di tifosi bianconeri, ieri vedano al presenza di poche decine di supporter senesi. L’entusiasmo che ha accolto i giocatori al loro ritorno a Siena, ha fatto capire che ci eravamo sbagliati non dare fiducia ai ragazzi di Cosmi e che dovevamo rimediare e ringraziarli di persona.

Ebbri del successo storico, andiamo avanti. Quella di ieri non era che una tappa, uno di quei tapponi di montagna dove sudore e fatica sono i segnali dell’impresa, una di quelle che rimangono nella mente di generazioni di tifosi, ma pur sempre una tappa. Per vincere il “Giro” dobbiamo ancora percorrere molta strada e tante salite.

Antonio Gigli

Fonte: Fedelissimo online