L’EDITORIALE di Antonio Gigli

Niente da fare, nemmeno un’Udinese pallido ricordo di quella bella e meravigliosa degli ultimi due campionati, si è piegata sotto i colpi del Siena. Ad un primo tempo disastroso, frutto di una formazione sbagliata e di un iniziale uno-due friulano da tagliare le gambe, ha fatto seguito una seconda frazione di gioco da 10 e lode e poco c’è mancato (“grazie” all’arbitro…) che la rimonta fosse completa e quella che pareva rivelarsi una giornata drammatica, dal punto di vista sportiva, potesse diventare una di quelle da ricordarsi. Cosmi, uomo che rifiuta l’ipocrisia delle frasi fatte, lo ha dichiarato senza problemi: c’è da lavorare, così le cose non vanno bene. Troppi dubbi, troppi equivoci tattici, troppi giocatori in crisi d’identità fanno si che il carattere “cosmiano” non si sia ancora del tutto visto. Dobbiamo ripartire da quanto fatto nel secondo tempo, ha detto Cosmi, ed ha ragione, ma il Siena a due facce si era già visto col Torino e le cose, nell’immediato futuro, non erano cambiate poi molto.
La bacchetta magica ce l’ha solo Harry Potter, ma la rosa messa a disposizione di mister Cosmi, se non altro, presenta molte possibilità di provare uomini e situazioni di gioco diverse tra loro. Forse mettere a riposo qualche giocatore, con l’intento logico e doveroso di ritrovare la piena forma, è una delle tante vie da percorrere, per provare quelle alternative che possono dare se non qualità, almeno freschezza e grinta.
La rabbia che avevamo tutti noi ieri pomeriggio, dopo nemmeno dieci di partita, dobbiamo incanalarla nei giusti binari. Non dobbiamo farci prendere dal panico, altrimenti se siamo sul filo del rasoio, anche emotivo, possiamo farci male davvero e allora il giochino si che sarebbe rotto del tutto e molto prima del tempo. Per questo, vogliamo  segnalare la giusta reazione anche del pubblico e della curva soprattutto, che ha incitato la squadra per tutta la partita.
Non possiamo esprimere, fino a questo punto, un giudizio definitivo sul nuovo Siena. Sarebbe da esagerati e prevenuti e noi non lo facciamo. Chiediamo solo di vedere in campo più grinta e risolutezza da parte di tutti, proprio tutti. L’handicap da recuperare richiede uno sforzo anche mentale, ed è questo che vorremmo vedere sul campo, al di là della qualità tecnica dei nostri giocatori. Purtroppo il tempo stringe e gli avversari forti si susseguono (i prossimi: Inter, Bologna, Lazio e Juventus…), ma per recuperare servono anche le imprese. Noi non le chiediamo, per carità, ma ci speriamo, altrimenti che tifosi saremmo?

Antonio Gigli
 

Fonte: Fedelissimo online