L’EDITORIALE di Andrea Bianchi

 

I film a lieto fine esistono solo al cinema e il Meazza è un multipiano, non una multisala. Però nella sconfitta patita dal Siena sul campo dell’Inter, qualche scena al rallentatore sarebbe stata fondamentale poterla rivedere. Come nel caso del rigore regalato da Mannini e dall’arbitro Romeo, dove non c’è niente da eccepire sull’applicazione del regolamento, ma dove ci sarebbero da scrivere fiumi di inchiostro (anche per i cartellini gialli e quello rosso a Pegolo a gara conclusa) se al posto dello stemma del Siena ce ne fossero stati altri di grandi club. In ogni modo i bianconeri escono a testa alta dalle “lastre” erbose di Milano dopo un primo tempo gagliardo e ben giocato ed una ripresa comprensibilmente più difensiva. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto sebbene l’umile Siena avrebbe potuto permettersi anche il lusso di un doppio vantaggio. C’è un dato, però, che va ancora di più sottolineato ed è quello che la vecchia Robur conferma di essere squadra anche nella metamorfosi di modulo o di giocatori in campo, può addirittura contare su un finale di stagione in crescendo con i positivi rientri di Bolzoni e del mago d’Agostino, può sperimentare e organizzarsi per la prossima stagione. Certo, la vittoria del Lecce e la sua rincorsa alla salvezza ha riaperto un po’ tutti i giochi, con la quota punti per restare in A che si alza e che crea forti tensioni per i prossimi incroci (che invece potevano essere più tranquilli).

La partita di domenica contro il Bologna torna quindi ad essere un vero e proprio scontro diretto per la salvezza perchè a questo punto i 40 punti non sono più sinonimo di permanenza sicura in A. Bisognerà raggiungere al più presto i 42, se poi si arriva anche a 45 moltoi meglio, con una fava si prendono due piccioni: salvezza e record di punti nella massima serie. Per questo la terza gara in otto giorni diventa un ulteriore spartiacque da trattare con i guanti bianchi, Sannino lo sa bene e il turnover adottato a Milano tornerà utile per la sfida con i felsinei. E’ un campionato che non sembra avere fine, per l’ennesima volta il futuro è ancora da scrivere.

Fonte: Fedelissimo Online