L’EDITORIALE di Andrea Bianchi

 

Il Siena è vivo e con la fondamentale vittoria di Cesena, la terza consecutiva con nove gol fatti ed uno subito (13 punti conquistati nel girone di ritorno), si riprende i punti persi a Lecce, spedisce i romagnoli in serie B, supera Cagliari e Parma in classifica, aggancia la Fiorentina, stacca i salentini e la terzultima posizione di sette punti, ma soprattutto coinvolge nella lotta per non retrocedere altre tre squadre creandogli uno sconquasso psicologico e nervoso. Bottino pieno e una giornata perfetta se non fossero risuonate le note stonate giunte in nottata con la notizia del brutto infortunio di Emanuele Calaiò (rottura del perone e stagione finita) e la vittoria del Novara, prossimo avversario dei bianconeri, che si regala qualche speranza di salvezza dopo aver battuto l’Udinese. La matricola arriverà domenica a Siena con l’entusiasmo, il coltello tra i denti e mister Tesser più che mai con il ciuffo al vento. Ma per la sfida con i piemontesi c’è una settimana di tempo per pensarci, semmai bisogna evidenziare il successo di Cesena arrivato dopo una partita giocata con intelligenza dalla squadra di Sannino che ha rischiato fin troppo pur di non sbilanciarsi. La solidità tattica ha permesso di aspettare, ma non di offrire il fianco ai romagnoli, ripartire e difendere pur in fase di attacco. Certo, con un Cesena senza sei titolari il Siena poteva cercare di chiudere prima la partita e alcuni momenti di difficoltà hanno fatto temere il peggio e storcere la bocca, ma il vero successo dei bianconeri è arrivato proprio da questa capacità di frenare gli impulsi, di filtrare e tradurre le strategie avversarie che si sono basate principalmente in mezzo al campo. L’obiettivo principale era non perdere, il Siena ha addirittura vinto sfatando anche il tabù stagionale che non l’aveva mai vista conquistare tre punti fuori dal Rastrello. E perfino ristabilendo un equilibrio tra torti subiti e vantaggi ricevuti dagli arbitri. Ma c’è di più, il successo del Manuzzi conferma che il Siena è riuscito anche a trovare in Erjon Bogdani il giocatore che cercava, un attaccante decisivo in ogni fase di gioco così come lo fu anni indietro Mario Frick. Ieri il suo ingresso ha fatto fare il salto decisivo, un assist che ha portato al rigore e poi il gol del raddoppio (il terzo consecutivo). O che parta titolare o che vesta la casacca in panchina, il puntero albanese fino ad oggi risulta il colpo di serie A maggiormente decisivo del mercato di riparazione invernale.

Nella vittoria di Cesena è racchiusa un po’ tutta la stagione dei bianconeri, tre punti che vanno anche al di là del campionato stesso. Contengono il valore aggiunto portato dal tecnico Beppe Sannino, alla sua prima esperienza in serie A, che sta facendo anche divertire con un calcio frizzante e razionale e talvolta arrabbiare come nel black-out di fine anno o nel cocente ko di Lecce. Sorpresa nella sorpresa che potrebbe addirittura nelle prossime undici partite (cinque in casa, sei fuori) ottenere il risultato storico del record dei punti (fino ad oggi sono di 44). Nel frattempo l’allenatore ha già scritto il suo nome nel libro della storia bianconera conquistando la semifinale di Coppa Italia, pronto a giocarsi a Napoli la finalissima con il vantaggio di risultato. La vittoria di Cesena racchiude anche l’amore dei suoi tifosi giunti in Romagna in mille, sempre presenti ed entusiasti, talvolta critici ed impulsivi, polemici o preoccupati, mai però fuori dalla razionale impulsività che caratterizza lo sportivo senese abituato a parlare ed appassionarsi della Robur come fosse un familiare stretto, una sorella, una mamma. E la vittoria di Cesena contiene la sofferenza e soprattutto le risposte per il futuro. La salvezza è lì ad un passo, c’è da correre ancora per prenderla. La scorsa settimana c’era da preparare la sfida con il Cesena all’ultima spiaggia. Domenica, in quella stessa ultima spiaggia ci sarà il Novara. Siamo ancora ai nastri di partenza, ma per gli ultimi cento metri.

Fonte: Fedelissimo Online