L’EDITORIALE di Andrea Bianchi

 

E’ giusto che mister Beppe Sannino invochi tranquillità e inviti a volare basso. Ma questo fa parte del suo ruolo e della sua esperienza, dopo la netta vittoria contro il Chievo Verona che proietta il Siena a 13 punti, uno in meno del Napoli e a pochi passi dalla zona europea, è sacrosanto che i tifosi possano godersi a pieno il gran bel momento della Robur e possano sognare in grande. Perchè probabilmente Sannino non lo sa, ma da dieci anni ad oggi, questa città ha imparato che sognare non costa niente e che spesso i sogni si avverano pure. E non potrebbe essere altrimenti visti gli esiti dell’ultima settimana perchè la Robur era chiamata a conquistare almeno 5 punti nei tre scontri diretti degli ultimi sette giorni, partendo da domenica scorsa contro il Cesena. Ne sono arrivati invece sette e per poco non veniva centrato l’en plein dei 9 punti con la gara di Novara. Tutto questo frutto di una squadra che entusiasma, che gioca un bel calcio, che fa del sacrificio uno dei valori portanti, ma soprattutto che ha una sua identità in ogni fase di gioco. E poi quella istantanea a fine partita, di Sannino che abbraccia i suoi giocatori e li invita a raccogliere gli applausi del pubblico, è l’immagine più vera di questa Robur tutta grinta, genuina, unita e con la testa sulle spalle. Una famiglia insomma, impossibile non entusiasmarsi.

Qual è il segreto dei bianconeri? Hanno provato a darne una risposta esaustiva e tecnica i più importanti addetti ai lavori, ma a nostro avviso c’è un insieme di aspetti che ne stanno facendo una grande squadra. Accantonati i dubbi di inizio stagione (stessa difesa della serie B, attacco senza un bomber da A, interrogativi sul nuovo portiere), proprio le tre gare degli ultimi sette giorni sono lo specchio più fedele, il Siena che applica il turnover in molti ruoli ed ottiene risultati sorprendenti, la condizione fisica sistematicamente fresca, le geometrie di gioco e la fase difensiva con le ripartenze sempre equilibrate nei tempi e nelle distanze, ebbene questo vuol dire che esiste una realtà importante, costruita in ogni dettaglio, senza niente di casuale. Contro il Chievo, Sannino ha mandato in tribuna Gonzalez (con il morale alto dopo essersi sbloccato) e ha rilanciato Destro (che risponde con due gol), dà fiducia a D’Agostino (che ricambia con una punizione da cineteca e la migliore gara in bianconero), conferma come sempre Calaiò e Brkic che regalano una prestazione di alto livello e grande maturità, in modo particolare quella dell’attaccante al quinto gol stagionale ed un campionato di serie A mai così di alto livello. Senza parlare del centrocampo che detta i tempi così come la solida difesa (la seconda migliore del campionato) che balla solo in occasione del gol di Moscardelli nell’unica azione dei clivensi che, sinceramente, è stata perfetta.

Il Siena di Sannino e Perinetti, insomma, sta suonando una musica nuova. Certamente le difficoltà sono dietro all’angolo, probabilmente il tempo di tornare con i piedi per terra arriverà, ma se la marcia così inflessibile e decisa della Robur proseguirà costante, l’obiettivo salvezza potrà essere conquistato con largo anticipo. E a quel punto, le motivazioni avranno bisogno di spostare l’asticella più avanti, verso altri obiettivi evitando il rischio che l’entusiasmo si spenga.

Fonte: Fedelissimo Online