L’avversario di turno: Il Varese

Prima qualche partitella amatoriale con i rivali di Busto Arsizio e Gallarate, poi i primi passi nella Lega Regionale Lombarda. Fino agli anni ‘60 il Varese naviga in campionati minori, lontano anni luce dalla regalità, riuscendo ad ‘ospitare’ tuttavia giocatori come Giuseppe Meazza e il varesino Franco Ossola, attaccante del Grande Torino a cui è dedicato dal 1950 lo stadio biancorosso. Il boom sportivo di Varese avviene quando nel panorama industriale di provincia compare l’imprenditore Giovanni Borghi, proprietario della Ignis, che investe nel basket e nel calcio, arrivando a toccare il cielo della serie A (1963-64). È l’apice del Varese nel mondo del pallone, che culmina con il cambio generazionale nel 1969, quando Borghi cede la presidenza al figlio Guido.
Alla cattedra viene chiamato un illustre maestro, Nils Liedholm, che educa e lancia nel professionismo un allora giovanissimo Roberto Bettega. È l’ultimo momento di gloria, poi un lento declino fino al fallimento del 2004, con la ripartenza in Eccellenza sotto la guida di Riccardo Sogliano, padre di Sean, attuale ds del Verona.

L’estate 2008 segna il passaggio del pacchetto di maggioranza a Antonio Rosati, che, con un doppio salto di categoria, con Giuseppe Sannino in panchina, riporta i biancorossi in B dopo venticinque lunghi anni. L’adattamento alla categoria è fulmineo: il Varese è semifinalista ai playoff 2010/2011, mentre perde in finale con la Sampdoria l’anno successivo.

Nel giugno 2013, fallito per un soffio il sesto posto in classifica, Rosati cede la presidenza a Nicola Laurenza, proprietario di “Oro in Euro”, già main sponsor della squadra varesina.

Quest’anno il Varese ha iniziato bene, ma, dopo un mese, ha rallentato la corsa e a Sottili non sono bastati 20 punti per evitare l’esonero.

Il sostituto, Carmine Gautieri, viola un tabù intervenendo nel modulo. E così un offensivo 4-3-3 cestina il 4-4-2 e fissa l’intelaiatura della squadra. Dall’esperto Bressan in porta al terminale offensivo Pavoletti, passando per il pilastro di centrocampo Manuele Blasi e il direttore d’orchestra Zecchin, schierato nel tridente insieme a uno tra Falcone, Lupoli e Caetano Calil. Interessanti le potenzialità di alcuni giovani come Ely e Spendlhofer, due ’93 di proprietà rispettivamente di Milan e Inter. (Giuseppe Ingrosso)

La rosa del Varese:

1 BRESSAN Walter 1981 P
12 MILAN  Damiano 1983 P
22 BASTIANONI Antonio elia 1991 P
3 LAZAAR Achraf 1992 D
4 ELY Rodrigo 1993 D
13 FIAMOZZI Riccardo 1993 D
16 ROSSI Alessio Cristiano 1993 D
19 REA Angelo 1982 D
27 LAVERONE Vincenzo 1989 D
29 SPENDLHOFER Lukas 1993 D
30 MICCELI Mirko 1991 D
31 RICCI Luca 1989 D
32 FRANCO  Michele 1985 D
5 DAMONTE Loris 1990 C
6 BLASI Emanuele 1980 C
8 CORTI Daniele 1980 C
15 CRISTIANO Andrea 1984 C
17 FALCONE Luigi 1992 C
18 TREMOLADA Luca 1991 C
21 BARBERIS Andrea 1993 C
24 ZECCHIN Giampietro 1983 C
28 PASA Simone 1994 C
33 LIGNANI Matteo 1991 C
7 CALIL Gaetano 1984 A
9 LUPOLI Arturo 1987 A
10 NETO PEREIRA Leonidas 1979 A
11 BJELANOVIC Sasa 1979 A
14 PAVOLETTI Leonardo 1988 A
20 FORTE Luca 1994 A
23 MOMENTE' Matteo 1987 A

Fonte: Fedelissimo online