L’avversario di turno: Il Pescara

E' l'unica squadra abruzzese ad avere toccato il cielo calcistico italiano, anche se il salto in paradiso è stato quasi sempre legato a una brusca ricaduta.
Dei sei campionati in serie A, infatti, cinque si sono conclusi con una retrocessione. L’unica volta che il Pescara si salvò fu nel 1987-88, sotto la guida di Gi ovanni Galeone e del suo 4-3-3 a zona creativo e divertente.
Il calcio-champagne, in Abruzzo, torna di moda un quarto di secolo dopo, quando Zdenek Zeman estremizza il calcio d’attacco aggressivo e spregiudicato. Trascinato dai gol di Immobile, i guizzi del napoletano Insigne e i lanci di Verratti, il Pescara spicca il volo e atterra nel calcio che conta. Ma ancora una volta il fato è crudele. Senza più i tre tenori e con giovani interessanti ma acerbi come Weiss e Quintero, i bianco-blu fanno il pieno di record in negativo. Due esoneri (Stroppa a Siena, poi Bergodi), peggior attacco, peggior difesa e uno spread clamoroso tra i due gironi: 20 punti in quello d’andata, appena 2 in quello di ritorno.
Quest’anno il Delfino, tra le indiziate per la lotta alla promozione, stenta a ingranare raccogliendo una sola vittoria (con la Juve Stabia) in 10 partite. Poi il grande potenziale della rosa esce fuori; dopo aver toccato il fondo col k.o. interno contro il Latina, arrivano 14 punti in 6 gare. Nel Pescara di Marino cambiano spesso gli interpreti, ma il modulo è sempre lo stesso (3-4-3).
La maggiore incognita è la porta, dove finora si sono alternati Pelizzoli, Belardi (probabile titolare a Siena) e il più giovane ma talentuoso Pigliacelli, in prestito dal Parma. La difesa è il reparto più duttile, con diversi giocatori utilizzabili in più ruoli. I centrali naturali sono Schiavi, Cosic e Capuano, anche se pure capitan Balzano, Zauri e Bocchetti (di professione esterni) si sono spesso dovuti adattare.
A centrocampo il titolarissimo è l’ex Andrea Rossi, capitano a Siena durante l’anomala cavalcata verso la semifinale di Coppa nel 2011/12. I mediani sono Rizzo e il talentuoso Viviani, in prestito dalla Roma e specialista dei calci piazzati, con Brugman ottima alternativa. L’attacco è il reparto dove Marino si può sbizzarrire di più. In attesa dell’infortunato Sforzini, sono Maniero e Maresca a contendersi il posto da centravanti, mentre Ragusa, Cutolo e l’interessante Politano si giocano le due caselle rimaste del tridente. (Giuseppe Ingrosso)

La rosa:

Num. Giocatore Anno Ruolo
25 BELARDI Emanuele 1977 P
22 PELLIZZOLI Ivan 1980 P
1 PIGLIACELI Mirko 1993 P
40 SAVELLONI Luca 1995 P
14 BALZANO Antonio 1986 D
15 BOCCHETTI Antonio 1980 D
5 CAPUANO Marco 1991 D
23 COSIC Uros 1992 D
3 FRASCATORE Paolo 1992 D
29 ROSSI Andrea 1986 D
21 SCHIAVI Raffaele 1986 D
6 ZAURI Luciano 1978 D
33 ZUPARIC Dario 1992 D
16 BRUGMAN Gaston 1992 C
17 FORNITO Giuseppe 1994 C
30 KABASHI Elvis 1994 C
20 NIELSEN Matti 1988 C
27 RAGUSA Antonio 1990 C
18 RIZZO Giuseppe 1991 C
10 VIVIANI  Federico 1992 C
11 CUTOLO Aniello 1983 A
19 MANIERO Riccardo 1987 A
46 MASCARA Giuseppe 1979 A
31 PADOVAN Stefano 1994 A
9 PISCITELLA Giammarco 1993 A
7 POLITANO Matteo 1993 A
32 SFORZINI Ferdinando 1984 A
13 VUKOSIC Ante 1991 A

Fonte: Fedelissimo online