L’avversario di turno: Il Carpi

Il 16 giugno 2013 Carpi, città del modenese da sempre più attenta al settore tessile che a quello sportivo, avrà certamente ringraziato il suo patrono S. Bernardino da Siena (toh, quant’è piccolo il mondo) quando, 900 km più a Sud, un marocchino, tale Mehdi Kapine, infilò su punizione i favoritissimi del Lecce e decise la finale playoff di C1.

Così, mentre i salentini erano impegnati a spiegare il perché del fallimento ai propri ultrà, i biancorossi del Carpi Football Club tornarono in Emilia da eroi: era la prima volta in Serie B in centoquattro anni di attività. In passato, gli emiliani ci avevano provato altre due volte; nel ’97, con De Canio e un giovanissimo Materazzi, il sogno svanì col Monza; nel 2012 stessa sorte in finale con la Pro Vercelli.

Quest’anno il Carpi si stacca presto dalla bagarre salvezza e a dicembre sale in quota playoff grazie a un trend esterno impressionante (le vittorie in trasferta sono 7, secondo solo al Palermo). A gennaio arriva Ardemagni, poi qualcosa si inceppa e, a sorpresa, viene esonerato Vecchi. Al suo posto Pillon, con l’obiettivo di centrare gli spareggi, colleziona appena sei punti in altrettanti match. A oggi il Carpi staziona in un limbo: sia paradiso che inferno distano sei lunghezze.
La formazione

Nel pacchetto difensivo il portiere è Colombo, i centrali sono Pesoli e Romagnoli e gli esterni Letizia e Gagliolo (alternative Pasciuti e Legati). A centrocampo pesa l’assenza per squalifica di Porcari. Occhio agli incursori Memushaj e Concas (14 reti in due). In avanti, nel caso di tridente, a sinistra c’è Di Gaudio e a destra Sgrigna. Come punta centrale, Ardemagni è favorito su Mbakogu e Cani. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo