L’avversario di turno: Il Brescia

Si narra che a Brescia, il calcio, fu portato nel 1905 da alcuni operai inglesi che trovarono lavoro nello stabilimento metallurgico Tempini.
Il gioco appassionò un gruppo di giovani che si fecero regalare il pallone e sei anni dopo nacque il Foot Ball Club Brescia, maglia blu e striscia orizzontale arancione, poi convertita nella classica V bianca. Le Rondinelle sono la squadra più navigata del campionato cadetto, vantando il record di partecipazioni totali (56) e consecutive (18) e ben undici promozioni in serie A. L’ultima nella stagione 2009/2010, dopo aver battuto ai playoff Cittadella e Torino. Il patron Corioni, presidente dal 1992 dopo l’esperienza felice a Bologna, portò in Lombardia gente come Zebina, Eder, Kone, Diamanti, ma il Brescia affossò sotto la guida alternata di Iachini e Beretta. L’età dell’oro bresciana risale invece a inizio millennio, con i quattro anni di Mazzone e soprattutto Roberto Baggio, 45 reti in totale e miglior marcatore biancoblu in massima serie.
Il primo anno arriva un settimo posto, quello seguente la finale di Intertoto col PSG, persa con due pareggi. L’addio di Baggio (e della maglia numero 10, ritirata in suo onore) coincise con la retrocessione in B. Poi, come detto, la breve comparsa in A e poco altro.
L’impressione, a Brescia, è che per il momento ci si dovrà accontentare di una magra consolazione: aumentare il record di presenze nel campionato cadetto. Con la speranza, un giorno, di ritrovare un altro Divin Codino.

La formazione
Il modulo più utilizzato ultimamente, con l’avvento in panchina di Ivo Iaconi, è il 3-5-2 con Cragno inamovibile tra i pali. In difesa rientra Di Cesare, mentre sarà ancora assente Paci dopo la maxisqualifica di 6 giornate. In pole per gli altri due posti Freddi, Camigliano e Mori, a meno che il mister decida di arretrare uno tra Budel o capitan Zambelli, che altrimenti agirà sulla fascia destra. In mediana giocano Benali, Coletti e Olivera (o Juan Antonio), sulla fascia spazio a Grossi, Scaglia o Kukoc. In avanti facile dire Caracciolo; il suo partner potrebbe essere Valotti o Corvia. Ma occhio al possibile recupero del “palestrato” Sodinha, tormento dei bianconeri all’andata. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: fedelissimo online