L ‘attesa ci scrive Andrea Sordi

Un anno fa, per la precisione una quindicina di giorni più tardi, dopo che Ponte fu ritenuta l’unica scelta valida per far tornare il calcio a Siena, sottolineai la mia sorpresa quando il “Nostro”, leggendo un discorso già scritto, comunicò che (mi cito) “…..entro un paio di giorni, coadiuvato dal famoso fratello Raimondo, avrebbe scelto e poi comunicato l’organigramma del settore tecnico.  Pensavo che fosse tanto per dire, così come si usa fare per schernirsi un po’. Sono già passati due giorni, non conosciamo chi dirigerà la Società, chi si occuperà della segreteria, chi gestirà il mercato, chi dirigerà in campo la squadra e, dulcis in fundo, con quali giocatori tenteremo di riportare in alto il vessillo bianconero…..”

Ponte, poi, ha fatto le sue scelte, in pochi giorni ha costruito società e squadra (…. tanto di allenatori e giocatori  ce n’è quante se ne vuole, di qualità e prezzi che vogliamo! Insomma apparivano finiti i tempi nei quali per venire a Siena allenatori e giocatori volevano tanti soldi e contratti lunghissimi! Così, almeno, ci dicevano …) ed ha vinto campionato e scudetto!

Bravo? Fortunato? Se fosse vissuto ai tempi di Napoleone sarebbe stato fatto Generale!

Ed ora, mentre il nostro “Generale” sembra dilatare i tempi di scelta (recidivo!) ed oscillare tra Rastelli, il vecchio Rastelli, ed Agostino Asta, si colgono segnali di preoccupata insofferenza, temendo scelte più “economiche” che tecniche.

Sinceramente non ho elementi per esprimere valutazioni qualitative, si manca da questa categoria da almeno quindici anni e, per dirla tutta, spero di abbandonarla il più presto possibile, ma se la scelta dovesse essere fatta tenendo anche conto della “quadratura” del bilancio, non mi scandalizzerei. In fondo, siamo dove siamo anche perché troppi cialtroni sono venuti a Siena ed hanno fulminato, potrei usare altri termini, ma non lo faccio, montagne di quattrini e, non contenti, hanno fatto anche di peggio.

Ponte, mi piace ricordarlo, non è un soggetto facile; certamente non sembra un rassicurante “quattrinaio”, ama fare tutto in prima persona, forse non si fida o forse applica il proverbio “chi sbaglia con la testa altrui, la sua la può friggere”. Sicuramente ha difficoltà ad accettare le regole della “squadra di governo”, era così quindici anni fa, è così ora.

Ancora, però, non mi sembra che siano emerse soluzioni alternative attendibili. Chiacchere tante, bricconi anche di più!

 

 Andrea Sordi