L’arte del piangere

Se ti lamenti non ottieni niente, Tante volte questa frase si è sentita dire in più ambienti, ma nel calcio sembra davvero non trovare proseliti. È ormai moda, nelle ultime settimane, insinuare, dire e non dire, o in maniera colorita “piangere”, parlando dell'operato della classe arbitrale. I maestri del pianto, nell'ultimo periodo, hanno tre nomi: Preziosi Enrico, Perinetti Giorgio e Zamparini Maurizio. Le loro performance meritano di essere ricordate per far vedere cotanto stile e signorilità.

Partiamo dal Signor Preziosi, che dopo la sfida con il Milan ha dichiarato che c'erano due rigori per la sua squadra e che torti arbitrali erano inammissibili soprattutto perché il suo Genoa si gioca la salvezza.

Proseguiamo con i presidenti e con Zamparini, da sempre una furia: “Non voglio favori ma non voglio errori in continuazione, sono sconcertato. Senza due errori arbitrali, uno a favore del Siena e uno contro il Palermo, la classifica oggi sarebbe ribaltata. Gli arbitri devono fare attenzione, non possono essere determinanti per la lotta per la salvezza. Il Palermo ha avuto un solo rigore a favore e almeno 4-5 netti non dati oltre a 8-9 rigori contro. Spero che da qui a fine stagione ci sia maggiore attenzione, è paradossale che il Palermo venga trattato in questa maniera. Preferirei avere degli arbitri di serie B, giovani, non condizionabili”.

E, dulcis in fundo, Giorgio Perinetti, ammaliato da Zamparini, prima di essere lasciato e ripreso nel giro di pochi mesi. Sarà che il Siena è stato spesso casa sua e sarà che nutre una affetto particolare verso la Robur per cui nel dopo gara parla sempre dei nostri bianconeri: “Ieri ho richiamato tutti a maggiore attenzione, perché in caso di retrocessione ci sarebbero conseguenze disastrose anche sotto il profilo finanziario. Gli arbitri dovrebbero sempre utilizzare gli stessi metri di giudizio, cosa che invece non accade. La lotta per la salvezza è molto delicata e anche un punto nella differenza reti può determinare la permanenza o meno in Serie A. Sia ieri che l’altro ieri, in Pescara-Siena, non c’è stata la giusta attenzione da parte della classe arbitrale. Credo sempre nella buona fede, ma è anche vero che i giudici di linea hanno raddoppiato gli occhi in campo, quindi dovrebbero essere nelle condizioni di aiutare maggiormente il direttore di gara. E’ veramente difficile non vedere il fuorigioco in occasione della rete segnata dal Siena sabato pomeriggio, e lo stesso si può dire dei contatti dubbi di ieri in area del Bologna e della direzione di gara durante il derby tra Genoa e Sampdoria. In quel caso addirittura Matuzalem ha segnato il gol del pareggio e non sarebbe dovuto essere neppure in campo”.

Che dire, il Siena sembra davvero sempre un certo appeal e tutti sembrano essere interessati alle sorti di Vergassola e compagni. Gli errori ci sono per tutti, contro o a favore, e certe volte attrarre l'attenzione su altri vuol dire toglierla da sé stessi. Anche perchè, come dice un vecchio proverbio, “Chi porta in piazza i propri mali, torna a casa con i suoi”. (Luca Casamonti)

Fonte: Fedelissimo Online