L’ARROGANZA DEI ROMANISTI NON HA LIMITI

Sul portale Forza Roma, abbiamo trovato l’articolo che di seguito vi proponiamo.

 

Curci:”Anni buttati alla Roma” E poi diceva che era un vero romano..

“A Siena ho trovato proprio l’ambiente giusto per giocare. Forse avrei dovuto lasciare la Roma prima”. Parole di Gianluca Curci, portiere del Siena, intervistato dalla Gazzetta dello Sport a due giorni da Lazio-Siena: “Ho buttato due anni in panchina – le parole del numero uno senese, passato in comproprietà al club toscano – Ma magari ci sarebbe stato il rischio di trovare un’altra squadra senza giocare”.

Queste le parole del portiere più incompreso d’Italia. Ma la cosa curiosa è che lui si è sempre paragonato per la sua romanità e attaccamento alla maglia romanista ai beniamini che conosciamo (Totti e De Rossi). Voglio ricordare al popolo giallorosso che ha esultato nella gara contro la As Roma come fosse stato un tifoso del Siena.

Ma io mi domando: “Ma chi ti ha trattenuto a Roma se non le tue ottime conoscenze e letterine d’amore per Spalletti?”.

 

Leggendo queste parole piene di risentimento verso un giocatore serio e bravo come Gianluca, non possiamo fare a meno di constatare come l’arroganza romanista non abbia limiti.

Il fatto che un giocatore sia nato a Roma e abbia giocato con la Roma, da come si deduce da quanto scritto, non gli consentirebbe di esultare per la squadra dove milita né, tantomeno, constatare che ha perso due anni in panchina.

Evidentemente i romanisti considerano i giocatori nati e cresciuti nella capitale come se fossero una proprietà privata e non gli consentono nemmeno di esprimere, educatamente, le loro perplessità sul trattamento ricevuto o sulle mancate possibilità di carriera.

La parte finale dell’articolo poi è veramente allucinante oltre che estremamente scorretta.

Mettere in discussione le qualità di Gianluca insinuando che la sua presenza alla Roma è stata possibile solo per le “conoscenze” o “per le letterine d’amore a Spalletti” la dice tutta.

La verità vera, dura da accettare da parte di chi ancora pensa alle legioni e agli schiavi nel Colosseo, è che l’unico portiere affidabile che la Roma aveva l’ha ceduto, per la metà, al piccolo Siena. Tutto il resto sono chiacchiere che come tutti sappiamo, porta via il vento.

A Gianluca, conoscendo più dei suoi concittadini, l’attaccamento alla sua città e alla maglia che ha servito per anni, rinnoviamo la nostra amicizia e stima, sperando di aiutarlo a superare un attacco ingiusto e del tutto condannabile. Forza Gianluca, la piccola Siena ti farà diventare ancora più grande. (nn)

Fonte: Fedelissimi