L’angolo tecnico di Valerio Beltrami

Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati. Con qualche sofferenza di troppo visto il divario tecnico che nei primi 30’ è sembrato a tratti imbarazzante. Pressione molto alta, riconquista sistematica della seconda palla, molta densità in area avversaria, sensazione di costante pericolosità offensiva. Vista la scarsa consistenza degli avversari la difesa è riuscita a rimanere più alta del solito e questo ha notevolmente favorito la buona continuità dei nostri centrocampisti centrali. I gol sono stati a quel punto la logica conseguenza di quanto visto sul campo.

Appena però è stato necessario…tirare un pochino il fiato e la concentrazione è calata, alcuni nodi sono tornati al pettine. La difesa si è abbassata difendendo pochi metri fuori area; sui rilanci lunghi gli attaccanti non sono mai riusciti a tenere palla (come più volte detto non ne hanno le caratteristiche tecniche né tantomeno quelle fisiche); sui rinvii corti dei difensori biancoazzurri non siamo stati più in grado di riconquistare palla. In parole povere abbiamo ceduto alcune decine di metri di campo risultati alla lunga fatali. A questo punto per fortuna la partita è di nuovo cambiata perché il Pescara vista l’assoluta necessità di vincere e al tempo stesso la diminuzione di forza fisica, si è notevolmente allungato lasciando spazi invitanti che non chiedevano altro che essere sfruttati.

Ma questo non sarebbe stato sufficiente senza l’ingresso di Pozzi. A nostro modesto parere il suo ingresso è stato un po’ tardivo. Sono bastati però una ventina di minuti per chiamare il portiere avversario ad un mezzo miracolo su incornata da calcio d’angolo e per far stampare sulla traversa una bellissima conclusione da fuori. Non solo ma la sua presenza ha consentito altre due variazioni importanti da un punto di vista tattico: la possibilità di proteggere palla per dar tempo ai centrocampisti di poter salire e liberare Emeghara dalla pressione dei difensori centrali. Se a questo aggiungiamo la solita straordinaria prestazione di Pegolo che magari non uscirà molto, ma tra i pali ha una reattività molto al di sopra della media, unite al coraggio nelle uscite basse, il gioco è fatto.

Il 3° gol lo si era già capito dalla scriteriata disposizione tattica del Pescara su calcio d’angolo a favore. Ci spieghiamo: a saltare Bucchi ha mandato sette (7!) giocatori; uno batte l’angolo; un altro è il portiere. Questo vuol dire che rimangono due (2!) soli giocatori a coprire il campo. E’ chiaro che se la squadra che difende riesce a uscire, il contropiede in superiorità numerica diventa matematico. Bene così. Una piccola annotazione a tal proposito: mi è parso di vedere (ma la Tv potrebbe avermi ingannato) Vergassola ultimo uomo sui calci d’angolo a nostro favore: è una scelta un po’ rischiosa perché di certo Simone non fa della velocità la sua arma migliore….

Ed ora il Chievo: partita questa si fondamentale. A guardare il calendario, certamente non favorevole, vincere questa partita non dico farebbe ipotecare la salvezza, ma metterebbe comunque un mattone molto “pesante” in tal senso. Lungi da noi voler dare consigli ad un tecnico bravo ed esperto come Inchini, ma a nostro avviso Pozzi, se fisicamente idoneo, va inserito dall’inizio passando ad un 3:5:2 che potrebbe essere l’arma vincente. Ma di questo avremo possibilità di riparlarne. (Valerio Beltrami)

Fonte: Fedelissimo Online