L’analisi tecnica di Robur-Livorno a cura di Francesco Guidarelli

Preziosa vittoria quella con il Livorno perché conseguita all’ultimo tuffo quando le speranze erano ormai ridotte al lumicino, nella convinzione che la squadra ci avesse provato in tutti i modi ma che non disponesse della forza per l’ultimo assalto.

Non sapevamo però che Lui aveva ancora energia positiva la quale, associata ad una classe immensa e ad un carattere indomito, gli ha consentito di inventare un tiro che se fosse entrato in porta avrebbe, si dice, tirato giù le gradinate. Invece aveva mirato al palo perché il rimbalzo giungesse a Gentile e lo infilasse, di testa, sotto la traversa: goooooooooooool !

Ci siamo abbracciati tutti, gustando di nuovo una gioia che da troppo mancava: la vittoria al Rastrello.

L’epilogo è dunque gioioso ed ha una portata enorme in quanto riconcilia gli animi di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Robur, anche dei più scettici.

Del resto il derby con i labronici è sempre molto sentito ed il risultato pieno rappresenta il massimo delle aspettative.

La partita era iniziata con evidente atteggiamento di cautela da parte delle due squadre, tanti fraseggi a centrocampo e tentativi di penetrazione sulle fasce, prevalentemente da parte del rientrante Iapichino, ma poche le conclusioni; un’invenzione di Firenze da lunghissima distanza ha costretto il portiere amaranto a deviare sopra la traversa ed una bella azione sulla destra di Mendicino con palla al centro lavorata da Vassallo per Marotta con tiro deviato sul fondo da un difensore.

Meglio la Robur all’inizio quindi, che schierava la squadra vittoriosa di una settimana fa con la variante Iapichino al posto di Masullo; poi ha guadagnato palla e campo il Livorno infastidendo la nostra retroguardia con la velocità degli attaccanti fino all’episodio del rigore. Uno dei soliti errori su rimbalzo del pallone e Murilo che si infila tra Stankevicius e Panariello costringendo quest’ultimo ad abbatterlo in piena area: rigore.

Il sole in faccia a Moschin: ma gli altri non sbagliano mai? Tira Murilo, fuori.

E’ andata bene, finisce il primo tempo senza ulteriori sussulti.

C’è da aggiustare qualcosa: il centrocampo non riconquista la palla e la manovra è prevedibile, sulla destra Rondanini ha giocato i primi venti minuti da dimenticare, poi si è ripreso, ha risolto alcune situazioni critiche con sicurezza e ha cominciato a collaborare alla costruzione della manovra ma non basta.

Doninelli non riesce ad inventare e le giocate sono prevedibili, Vassallo fa il suo, Firenze e Iapichino prevalgono sui diretti avversari e rimettono diversi palloni al centro ma in area le palle alte le prendono tutte i livornesi. Se la difesa sale anche il centrocampo riconquista qualche palla ma troppo volte si rimane al limite dell’area e si aprono così spazi invitanti per gli avversari.

La ripresa inizia con il Livorno che, con lo spostamento di un centrocampista sulla trequarti tra le nostre linee di difesa e centrocampo, ci costringe ad arretrare fino al limite dell’area di rigore facendoci soffrire per recuperare il pallone. Rondanini viene chiamato talvolta a fare il terzino destro e se la cava bene ma non si riparte; Bordi non molla mai il diretto avversario e si fa apprezzare per diversi anticipi che gli consentono l’appoggio su Firenze e……….. la partita cambia.

Firenze spacca la partita, assistiamo ad una mezz’ora che lo vede protagonista assoluto: la sua velocità, capacità di dribbling e piede buono anche per il tiro fanno impazzire gli avversari che non riescono a fermarlo se non commettendo fallo (due cartellini gialli in 5 minuti ma ci poteva stare anche uno rosso); il ragazzo chiede palla continuamente e rifornisce gli attaccanti invitandoli al movimento anche con gesti delle mani. Con Iapichino duetta in continuazione e questi risponde al meglio giungendo al cross dopo aver lasciato sul posto, diverse volte, i difensori amaranto.

Entra Grillo al posto di Rondanini, subito aumenta la velocità sulla destra e cessa la spinta del difensore labronico, il Livorno viene schiacciato nella sua area, la Robur crea palle gol ma le spreca (Mendicino e Vassallo).

Poco prima grande azione di Marotta che intercetta il rinvio del difensore e si invola velocissimo verso la porta, supera il portiere che lo tocca nel tentativo di intercettare la palla ma non cade, forse convinto di raggiungere la sfera e metterla dentro, e l’azione sfuma.

Ecco la dimostrazione di cos’è la lealtà sportiva!

Entra Gentile al posto di Vassallo, l’esperienza conta specialmente nelle fasi cruciali ed il suo ingresso ha consolidato la tenuta del centrocampo, ha dato sicurezza alla manovra ed ha sostenuto l’attacco finché non si fatto trovare all’appuntamento con il pallone al 94’.

Masullo per Iapichino a causa infortunio, cambio naturale e conservativo.

Oggi le sostituzioni disposte da Mister Colella hanno apportato cambiamenti nello schieramento che hanno inciso indubbiamente sul risultato, bravo!

Lui: non so trovare parole nuove per Marotta, tutto quello che fa produce effetti; tecnica, sagacia, vigore atletico, carattere, iniziativa compongono un repertorio infinito che mette in mostra in ogni partita, è l’anima della Robur. Grazie Marotta!

E’ iniziata così una sequenza di partite che ci metterà di fronte alle migliori del campionato e gli ultimi risultati  costituiscono la migliore prerogativa per affrontarle con determinazione e convinzione nei propri mezzi; c’è ancora da migliorare ma tra poco conosceremo il reale valore della nostra squadra.

Intanto godiamoci questa vittoria!

Fonte: FOL