L’analisi tecnica di Carrarese-Robur a cura di Francesco Guidarelli

Partite come quella di Carrara, già viste troppe altre volte, fanno male a tutti coloro che seguono con passione le sorti bianconere, fanno bene, molto, alle squadre avversarie che facilmente riescono a fare bottino pieno.

I padroni di casa sono stati superiori in tutte le zone del campo, compresa la panchina, e ci hanno tenuto sotto per tutti i novanta minuti senza un sussulto d’orgoglio che mostrasse il cuore dei giocatori senesi, indirizzati ineluttabilmente verso un’altra sconfitta.

Rientrava in difesa Terigi al posto di Panariello e forse era meglio continuare con lo schieramento precedente, visto il risultato, il suo apporto non ha consentito di arginare le percussioni azzurre ed il contributo offerto in fase di impostazione si è limitato a lunghi rilanci verso Marotta che finivano sulla testa dei difensori avversari; sembrava di rivedere un film già visto altre volte con protagonista Stankevicius.

Agli avversari basta chiudere le linee esterne e lasciare l’impostazione ai nostri difensori ed il gioco è fatto: ormai lo fanno tutti e noi non abbiamo soluzioni alternative.

Inoltre si continua a tenere Ciurria e Vassallo a pestare le linee laterali del campo e così, oltre ad arrivare pochi palloni giocabili per i due esterni, gli stessi vengono esclusi dalla zona centrale del campo, dove lo scarso dinamismo dei nostri viene sommerso dalla vitalità degli avversari.

Continua a giocare Castiglia, un fantasma che sbaglia appoggi a pochi metri di distanza e che non riesce a contrastare nessuno, imbarazzanti le sue rincorse degli avversari senza riuscire mai a raggiungerli: il giocatore si è distinto per impalpabilità e per i guanti.

Steffè resta fuori anche se nel mezzo perdiamo tutti i contrasti e veniamo travolti dalle avanzate dei padroni di casa, anche questo si ripete ogni volta ma si continua a proporre gli stessi interpreti. Boh!

Ieri tre giocatori della Carrarese hanno fatto la partita e ne hanno determinato il risultato: Galloppa, Rosaia e Floriano. Due centrocampisti ed un attaccante esterno, a confermare l’importanza di presidiare la zona nevralgica del gioco vale a dire la metà campo e la caratteristica necessaria a sfondare, cioè la velocità.

Recentemente avevamo sbattuto contro una situazione analoga a Piacenza, dove perdemmo nettamente perché il duo casalingo di centrocampo non ci fece vedere palla, oltre a segnare, e perché un attaccante proveniente dai dilettanti ci scompaginò l’assetto difensivo; ieri stesso copione senza alcuna contromossa per impedire il ripetersi di quelle situazioni.

Davanti solo Marotta e molto distante dalla porta, modulo vincente per due volte ma contro formazioni meno agguerrite della Carrarese, è evidente che ogni partita fa storia a sé e non è detto che le soluzioni valide oggi vadano sempre bene. Ma il Siena non ha personalità e non ha un gioco per cui si può solo sperare di incontrare squadre che non hanno da chiedere troppo alla classifica e che magari si preparano al rush finale risparmiando qualche energia, perché se c’è battaglia la Robur perde.

Preso il gol all’ultimo secondo del primo tempo la partita è finita, polli come al solito ma in tutta onestà bisogna ammettere che il passivo poteva essere anche più pesante visto il contributo, in termini di errori, fornito da Rondanini, Terigi e Moschin.

Il secondo tempo ha mostrato tutta la sterilità della manovra bianconera, non basta schierare più giocatori nel reparto avanzato per rendersi pericolosi; con Bunino a destra e Jawo a sinistra abbiamo ingolfato ancor più le linee esterne: Iapichino si pestava i piedi con il colored bianconero e Gentile e Rondanini sulla destra hanno solo effettuato dei cross sui quali il portiere di casa è andato a nozze.

Zero tiri in porta in novanta minuti, zero tiri in porta nei centottanta delle ultime due trasferte, dato significativo per spiegare le sconfitte.

Mister Scazzola ha le sue convinzioni e sceglie lo schieramento dei suoi giocatori ma quante riprove occorrono per identificare gli undici che stanno meglio e che possono dare più garanzie?

Le partite precedenti non hanno insegnato niente ed anche in questo siamo particolari; gli avversari dei prossimi sette turni si fregano le mani aspettando la Robur ma ai nostri portacolori sta bene così?

Fonte: FOL