Khemiri, il cuoco tifoso

 

Prima della partita Cesen-Siena il pubblico presente ha potuto salutare i cento chef a cui ieri sono state consegnate le "Stelle della Ristorazione", prestigioso riconoscimento finalizzato alla gratificazione della quotidiana attività dei cuochi dell'Associazione professionale cuochi italiani.

Tra i cento che hanno compiuto il giro di campo c’era anche Khemiri Abdessattar, il cuoco della Robur, colui che ha provveduto all’alimentazione quotidiana dei calciatori bianconeri durante il ritiro estivo.

La storia di Kherimi va raccontata. Nato in Tunisia nel 1961, fin da giovanissimo, ha una grande predilezione per la corsa, soprattutto per gli 800 metri. Si applica, fatica, si allena appena può e alla fine i frutti arrivano. Qualcuno nota le sue grandi qualità e lo porta a Siena permettendogli, attraverso le vittorie e i risultati,  di farsi conoscere a livello mondiale. Tante rinunce e tanti sacrifici, ma ne valeva la pena. Negli 800 metri diventa uno degli uomini di punta. Poi il declino, l’età non guarda in faccia nessuno, e per il campione Khemiri arriva il momento di iniziare una nuova vita.

Dalle piste di atletica ai fornelli il passo è enorme, ma non per lui che l’ambiente di una cucina l’aveva già conosciuto quando, per mantenersi, passava ore e ore a svolgere i lavori più umili, quelli che di solito, in una cucina, nessuno vuol fare. Pulisce le patate, lava i piatti, ma con gli occhi segue sempre il lavoro del cuoco, movimento dopo movimento, segreto dopo segreto, fino a rubargli il mestiere.

Le pareti del ristorante dove prepara i suoi piatti sono ricoperte di foto sul suo passato di atleta, di riconoscimenti per la sua professione di chef e di tante maglie della Robur, perché Khemiri, per il suo passato di atleta a livello mondiale, conosce lo sport e le sofferenze che comporta e per i giocatori della Robur non è solo uno cuoco, ma anche un amico di cui fidarsi e da cui è facile ricevere un consiglio. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online