KHARJA: SIENA TI CONVINCERO’

In un mese e mezzo le cose cambiano, eccome se cambiano. Fino al 30 gennaio scorso Houssine Kharja era un giocatore del Piacenza. Cioè serie B, con le partite al sabato, senza copertu­ra tv, quasi nell’anonimato. Una disdet­ta: « Mi stavo annoiando – dice il franco­marocchino – è vero che la B è un buon campionato ma io ero convinto di vale­re la categoria superiore. Purtroppo do­po essere stato a Roma ho avuto proble­mi con la Ternana, ho perso sette mesi per riprendermi e l’ho fatto lentamente a Piacenza. Ma ora che sono tornato in A ho tutta l’intenzione di rimanerci ». Sei settimane dopo è diventato il jolly del centrocampo del Siena: un tuttofare del­la linea di mediana, capace di giocare davanti alla difesa, oppure come inter­no, o come trequartista. Anche nella stessa partita, visto come nel derby ab­bia ricoperto tutti e tre i ruoli: « Basta impegnarsi – spiega – e non ci sono pro­blemi. Pensare che in nazionale ho fat­to anche il difensore centrale e il terzi­no. Io mi metto a disposizione, decide il mister: un giocatore moderno deve sa­persi adattare a fare più ruoli. Almeno puoi permettere all’allenatore di avere un’alternativa in più ». E che alternati­va: ingaggiato in comproprietà per fare il vice Codrea, cioè l’uomo d’ordine da­vanti alla difesa, per ora ha fatto soprat­tutto il vice Locatelli, giocando dietro le punte e sfornando assist in quantità.
Sei presenze, di cui quattro da titola­re, e una sola partita guardata dagli spalti per squalifica. Dal suo piede sono partiti il gol di Vergassola con la Roma, il gol di Riganò con l’Empoli, il gol an­nullato di Frick con la Fiorentina e l’oc­casione sempre dello stesso attaccante del Liechtenstein con il Milan sventata da una prodezza di Kalac. Proprio Frick, ex compagno a Terni, è stato uno dei suoi punti di riferimento: « Devo rin­graziare Mario e Eleftheropoulos (com­pagno ai tempi della Roma, ndc) per avermi aiutato nell’inserimento in squa­dra. Questo è un gruppo di ragazzi ecce­zionale, a noi nuovi arrivati ci hanno accolto davvero bene ». E poi c’era Be­retta,
che lo aveva avuto a Terni e lo ha rivoluto a Siena: « E’ fondamentale ave­re la fiducia dell’allenatore ».
Quella di domenica è stata la terza vit­toria consecutiva nel massimo campio­nato, evento che in casa bianconera non si era mai verificato. « Me lo ha detto Si­mone Vergassola a fine partita – raccon­ta Kharja – e mi fa piacere essere stato protagonista di questa cosa. E’ una sod­disfazione non di poco conto quando raggiungi questi record, mi ricordo le fe­ste che facemmo a Roma quando cen­trammo le undici vittorie in fila ». Il na­tivo di Poissy si scalda per Reggio Cala­bria: « Sarà una bolgia, loro vorranno vincere a tutti i costi. Ma anche noi ab­biamo bisogno di punti. Quota quaran­ta? Non mi fido, potrebbe non bastare. Facciamo il maggior numero di punti possibile in questi quattro scontri diret­ti, poi vediamo ». E poi, dopo la salvez­za, cosa succederà? « Il futuro è nelle mie mani, tocca a me dare il massimo per meritarmi di rimanere ». (Stefano Salvadori)

Fonte: Corriere dello Sport