“L’anno scorso era l’anno, questo è l’anno della costruzione. Abbiamo provato ad aumentare le rose, aggiungendo due squadre, una nell’attività agonistica, i Giovanissimi B, e una nell’attività di base. Cerchiamo di migliorare e di crescere”. A parlare è il responsabile tecnico del settore giovanile, Gill Voria, che domani debutterà in campionato con la sua Juniores, in casa contro il Trestina all’Acquacalda (ore 16).
Che squadra si presenta ai nastri di partenza?
Abbiamo ringiovanito molto partendo però da un’ossatura rispetto all’anno scorso quando cominciammo da zero. È una rosa con qualche 2007, soprattutto quelli che pensiamo possano salire in prima squadra in caso di bisogno, e poi tutti 2008, di cui 8-9 che arrivano da società della provincia e gli altri promossi dagli Allievi. E domani porterò un paio di 2009.
Avrai a disposizione anche i 2007 in “quota” prima squadra?
Rogani, Calamai, Ronchi e Lapadatovic, quando non sono convocati da Bellazzini, vengono a giocare con noi. Diverso è il caso del portiere. Paolucci è a tutti gli effetti un componente della prima squadra, visto che c’è l’abitudine di convocare anche il terzo portiere.
Che campionato avrà davanti la Juniores?
Siamo 15 squadre, tutte toscane tranne tre umbre. Una a rotazione riposerà. La prima va alla fase nazionale, dalla seconda alla quinta accedono ai playoff.
Che è l’obiettivo stagionale?
Il nostro obiettivo è portare qualche ragazzo in prima squadra. Poi, chiaramente, vogliamo fare bene ma il risultato viene dopo.
Allenerai tenendo in considerazione il gioco di Bellazzini?
Nessuno mi ha imposto nulla, ma come l’anno scorso con Magrini, ho deciso anche quest’anno di dare dei principi che ho visto da Bellazzini. È il modo migliore nel caso in cui un giorno i ragazzi venissero chiamati dal mister. Si parla di principi, perché il lavoro di Bellazzini in tutto e per tutto è impossibile farlo. Parliamo di allenamenti quotidiani da professionisti, con doppi allenamenti, sedute video giornaliere… con i ragazzi non si può fare tutto ciò. Però degli input sì, posso proporli.
Che ci dici di questo inizio del Siena, dal test con la Juniores alla prima partita di campionato?
Premesso che quella sgambatura con la Juniores non fa testo, perché i miei erano in vacanza, sono stati chiamati apposta per fare il test e c’erano diversi 2009 in campo, la squadra che hanno costruito in base a quello che voleva l’allenatore ha una identità ben precisa. Si vede in modo chiaro il grande lavoro che c’è dietro. E mi sembra che i ragazzi siano adatti a fare questo. Quasi tutti giovani e mediamente molto bravi. Servono fiducia, un pizzico fortuna e anche i risultati, che portano entusiasmo.
Saranno i risultati, come sempre, a far apprezzare o meno il gioco del mister ai tifosi.
La ricetta giusta nel calcio non ce l’ha nessuno. Puoi giocare come vuoi, ogni allenatore ha un’idea, ma un’idea vincente per ogni posto e ogni situazione non l’ho mai vista. Alla fine il tifoso è contento quando vinci. Questo succede a Siena come a Milano, Napoli, Avellino o Canicattì. Come dico sempre ai ragazzi, sull’almanacco tra dieci anni non ci sarà scritto che il Siena nella stagione 2025/26 faceva un calcio spumeggiante. Resteranno soltanto il risultato e i marcatori.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
